15 Giugno 2010

Il diritto all’ hospice e i medici di base

Il caso Si prospetta che nei prossimi mesi sarà aperto un hospice provvisorio nella casa di riposo Zaffiro a Martignacco. E’ da tanti e tanti anni che la popolazione udinese aspettava l’ apertura di un hospice. L’ organizzazione che ci è prospettata è che la gestione dei malati all’ interno dell’ hospice sia affidata a 4/5 medici di famiglia affiancati da consulenti specialisti che usciranno dall’ ospedale. Sappiamo che l’ ospedale è il luogo di cura delle malattie acute, nel senso che è prezioso per chi ha un infarto o una frattura, a esempio, ma non è di elezione per curare i malati terminali. Le criticità di questo modello organizzativo sono che quando il malato entra in hospice è seguito da medici diversi da quelli che lo curavano a casa. Viene a mancare la continuità di cura e il malato si disorienta, il che se inserito nella fragilità del fine vita non è un particolare irrilevante. Inoltre i medici di base non sono formati in cure palliative e non hanno esperienza sufficiente. Questo della formazione specifica non è da trascurare visto che anche la legge nazionale sottolinea che chi fa le cure palliative sia formato e con esperienza lavorativa almeno triennale. Conosciamo bene infatti che il medico di famiglia ha sempre il tempo molto limitato ed è sovraccaricato di burocrazia già nel suo ambulatorio e questo probabilmente è uno dei motivi per cui di fronte a problemi più impegnativi ci manda dallo specialista. Come volontaria da 25 anni a Udine e come responsabile da 5 anni dei servizi sociali del Codacons, provincia di Udine, ho avuto modo di seguire molti malati terminali. Ho visto che alcune volte i malati nelle ultime settimane hanno avuto la disponibilità del medico di base a venire a casa, ma in altre e purtroppo non rare situazioni il medico di base non è stato in grado di controllare il dolore, l’ agitazione, tanto che i familiari sono stati costretti al ricovero del malato in ospedale. L’ hospice crediamo sia un diritto dei cittadini quando appunto la cura a casa non è praticabile. Sono preoccupata e dico: «Pensiamo quindi che, dopo tanta attesa, affidare le cure dei nostri malati terminali in hospice ai medici di base sia la scelta più corretta?»…
 

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