PENSIONI:72% SOTTO MILLE EURO,8 MLN A RISCHIO POVERTA’/ANSA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 11 GIU – Il 71,9% delle pensioni in Italia non
supera i 1.000 euro, un assegno da poveri con cui devono fare i
conti oltre 8 milioni di lavoratori a riposo, tutti anziani che
rischiano di vivere in miseria se a secco di altre entrate.
E’ questa la fotografia scattata dall’Istat, in
collaborazione con l’Inps, nel rapporto su Trattamenti
pensionistici e beneficiari a fine 2008. Se si guarda più da
vicino lo studio, si scopre poi che quasi una pensione su due è
sotto i 500 euro (45,9%). Insomma, andare avanti di sola
pensione non si può: infatti, il 32,4% ne ha più di una. Ma le
cose non cambiano molto: l’importo medio rimane poco sopra i
mille euro. E per le pensionate l’assegno è anche più leggero,
addirittura del 30,5% inferiore rispetto ai lavoratori maschi a
risposo.
Nonostante questo, la spesa pensionistica in Italia continua
la sua inesorabile crescita (+3,5%) e pesa sempre di più sul
Pil (15,38%). Con il capitolo vecchiaia che assorbe il 70% della
spesa totale, seguito da superstiti (14,9%), invalidità civile
(5,9%) e invalidità (5%). L’allungamento della vita ‘stira’ il
budget pensionistico, che diventa una coperta troppo corta,
sopratutto se si includono anche i baby-pensionati. Per l’Istat
il 30,3% dei beneficiari ha meno di 64 anni, e tra questo il
3,7% è under 40.
Tra i pensionati più poveri, quelli che se la passano peggio
sono i titolari di pensioni sociali, che hanno prevalentemente
redditi inferiori ai 500 euro. Viceversa, nella maggior parte
dei casi i titolari di pensioni ai superstiti e i beneficiari di
pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento
ricevono redditi pensionistici tra i 1.000 e i 1.500 euro.
Il popolo dei pensionati è molto vasto, 16,8 milioni di
persone, 70 ogni 100 occupati secondo la media nazionale. Il
carico aumenta nel Mezzogiorno (79 ogni 100) mentre è più
contenuto nelle regioni settentrionali, (65 ogni 100).
Dati preoccupanti per il segretario generale della Cisl,
Raffaele Bonanni, che invita a "tagliare le tasse per i
pensionati. Serve – dice – un taglio fiscale per esaltare quel
poco che si ha". Anche per la segretaria confederale della
Cgil, Susanna Camusso, questi numeri indicano con preoccupazione
come "si allarghi l’area del rischio povertà nelle famiglie
italiane". Mentre per il segretario confederale della Uil,
Domenico Proietti, visto che con "la manovra economica si è
contribuito a garantire, ulteriormente, la piena stabilità e
sostenibilità economica del sistema previdenziale italiano,
occorre che per il prossimo futuro venga inserita in agenda la
ripresa del processo di rivalutazione delle pensioni in
essere".
La Cgia di Mestre parla di contraddizione, "con i pensionati
ricevono assegni molto modesti e una spesa previdenziale
complessiva che è la più alta d’Europa. Indubbiamente – spiega
il presidente Giuseppe Bortolussi – c’é qualcosa che non va: in
passato abbiamo usato la previdenza come un vero ammortizzatore
sociale, togliendo risorse importanti per l’esclusione sociale,
la disoccupazione e la famiglia". Per i consumatori si tratta
di una vera e propria emergenza: secondo Federconsumatori "le
pensioni dei genitori e dei nonni sono state sempre un
ammortizzatore sociale importante, ora non sarà più cosi".
Per il Codacons le cifre "dimostrano chiaramente come i
pensionati italiani siano i più poveri d’Europa. Non solo gli
importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano
una miseria ma addirittura sulle pensioni italiane grava una
pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi
europei", aggiunge il presidente Carlo Rienzi. L’associazione
ricorda che in Italia, "a parità di imponibile, l’importo di
una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto
a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione
sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è
minima e di circa l’1,6%". (ANSA).
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