In Italia è povero un pensionato su due
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il 71,9% delle pensioni in Italia non supera i 1.000 euro, un assegno da poveri con cui devono fare i conti oltre 8 milioni di lavoratori a riposo, tutti anziani che rischiano di vivere in miseria se a secco di altre entrate. IL RAPPORTO E’ questa la fotografia scattata dall’ Istat, in collaborazione con l’ Inps, nel rapporto su Trattamenti pensionistici e beneficiari a fine 2008. Se si guarda più da vicino lo studio, si scopre poi che quasi una pensione su due è sotto i 500 euro (45,9%). Insomma, andare avanti di sola pensione non si può: infatti, il 32,4% ne ha più di una. Ma le cose non cambiano molto: l’ importo medio rimane poco sopra i mille euro. E per le pensionate l’ assegno è anche più leggero, addirittura del 30,5% inferiore rispetto ai lavoratori maschi a risposo. LA SPESA Nonostante questo, la spesa pensionistica in Italia continua la sua inesorabile crescita (+3,5%) e pesa sempre di più sul Pil (15,38%). Con il capitolo vecchiaia che assorbe il 70% della spesa totale, seguito da superstiti (14,9%), invalidità civile (5,9%) e invalidità (5%). L’ allungamento della vita "stira" il budget pensionistico, che diventa una coperta troppo corta, soprattutto se si includono anche i baby-pensionati. Per l’ Istat il 30,3% dei beneficiari ha meno di 64 anni, e tra questo il 3,7% è under 40. LE PENSIONI SOCIALI Tra i pensionati più poveri, quelli che se la passano peggio sono i titolari di pensioni sociali, che hanno prevalentemente redditi inferiori ai 500 euro. Viceversa, nella maggior parte dei casi i titolari di pensioni ai superstiti e i beneficiari di pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento ricevono redditi pensionistici tra i 1.000 e i 1.500 euro. Il popolo dei pensionati è molto vasto, 16,8 milioni di persone, 70 ogni 100 occupati secondo la media nazionale. I COMMENTI Dati preoccupanti per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che invita a «tagliare le tasse per i pensionati. Serve», dice, «un taglio fiscale per esaltare quel poco che si ha». Anche per la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, questi numeri indicano con preoccupazione come «si allarghi l’ area del rischio povertà nelle famiglie italiane». Mentre per il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, visto che con «la manovra economica si è contribuito a garantire, ulteriormente, la piena stabilità e sostenibilità economica del sistema previdenziale italiano, occorre che per il prossimo futuro venga inserita in agenda la ripresa del processo di rivalutazione delle pensioni in essere». La Cgia di Mestre invece parla di contraddizione, «con i pensionati che ricevono assegni molto modesti e una spesa previdenziale complessiva che è la più alta d’ Europa. Per il Codacons le cifre «dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d’ Europa».
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