ESTATE: CODACONS, RISCHI CALDO PER ANZIANI NEL WEEKEND, MISURE AD HOC
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fonte:
- Adnkronos on line
Roma, 11 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Week end da caldo
record, con elevato rischio salute, soprattutto per gli anziani. E’
l’allarme del Codacons che ricorda come domani "in alcune zone
dell’Italia, come nelle Marche, le temperature potranno salire fino a
40 gradi", e denuncia il "totale fallimento del Piano caldo" che, tra
l’altro, dice l’associazione non prevede "alcun coinvolgimento a
nessun titolo dei medici di famiglia".
Le "prime ondate di calore – si legge in una nota del Codacons –
sono quelle che determinano un maggiore impatto sulla mortalita’, non
essendosi l’organismo ancora adattato al clima estivo". Da qui
l’allarme anziani e le critiche all’ordinanza del 19 maggio del
ministro della Salute Fazio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1
giugno, considerata fallimentare "nonostante sia entrata in vigore da
appena 10 giorni, per la semplice ragione che e’ identica a quelle
precedenti, ad esempio ordinanza Turco dell’8 maggio 2007. Tutte
ordinanze che hanno gia’ fallito i loro obiettivi". Ecco i punti dolenti dell’ordinanza secondo il
Codacons:
1) Anagrafi della fragilita’: dovrebbero essere fatte dalle
amministrazioni comunali, peccato che un Comune su due non le abbia
fatte e non ci siano sanzioni per chi non adempie. Inoltre queste
anagrafi sono uno sterile e matematico elenco della popolazione di
eta’ pari o superiore a sessantacinque anni, un elenco generico e
spropositato che non serve a nulla. Molto meglio se gli elenchi
fossero fatti dai medici di base, limitandosi agli anziani
effettivamente a rischio, ad esempio a seconda delle loro patologie.
2) Si parla della necessita’ di avere validi sistemi di
sorveglianza epidemiologica, peccato che nessuno sia nemmeno
incaricato di conteggiare quanti anziani muoiono ogni anno per il
caldo. Quando si procedette ad un conteggio, nel 2003, l’Istituto
Superiore di Sanita’ accerto’ 34.071 anziani morti. E ancora:
3) Le aziende unita’ sanitarie locali – ricorda il Codacons –
dovrebbero intraprendere, "in collaborazione con la Protezione civile
ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e a monitorare danni gravi
ed irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche". Una
espressione generica, insignificante, che consente alle Asl di fare
quello che vogliono, si legge nella nota dell’associazione dei
consumatori.
4) Le amministrazioni comunali dovrebbero intervenire
”attraverso servizi di assistenza economica o domiciliare, di
telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto”. Traduzione del
Codacons: "Se i comuni hanno gia’ in funzione dei servizi efficienti
di assistenza domiciliare li indirizzano verso questi anziani,
altrimenti, se come nella stragrande maggioranza dei casi non li
hanno, non fanno nulla".
L’ordinanza, infine, non prevede azioni ritenute importanti
dall’associazione: per l’emergenza caldo quando si passa dal livello 2
(rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello
3 (elevato rischio per la salute della popolazione) nessuno e’
obbligato a fare niente, ad esempio nessuno e’ tenuto ad andare a
visitare gli anziani piu’ a rischio. Inoltre, conclude la nota, non e’
previsto nessun coinvolgimento a nessun titolo dei medici di famiglia,
che nell’ordinanza, non sono nemmeno citati.
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