Caro-carburanti, non si ferma il ritocco dei prezzi verso l’alto
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA Prezzi della benzina ancora in rialzo e petrolieri che giocano d’anticipo muovendo all’attacco dei consumatori. Il tema carburanti domina l’assemblea dell’Unione petrolifera, da cui però arriva anche un nuovo allarme sulla crisi della raffinazione, che ha archiviato il 2009 come l’anno peggiore dell’ultimo ventennio.
Nel giorno in cui tutti i marchi attivi sulla rete italiana portano i listini della benzina ben al di sopra di quota 1,4 euro al litro (con il massimo di 1,414 della Shell), i petrolieri riuniti nell’appuntamento annuale cercano una nuova immagine, affidandosi anche ai consigli del presidente del Censis Giuseppe De Rita, e scaricano sulle associazioni dei consumatori la responsabilità della disinformazione sui prezzi: basta «teoremi accusatori, accuse di collusione o anche peggio», ha detto il presidente Pasquale De Vita, ricordando che «in 5.000-6.000 impianti», dove vengono offerti sconti di 5-6 centesimi al litro, già «paghiamo il carburante anche meno della media europea». Informazioni che, evidentemente, non circolano a sufficienza, visto che «alcune associazioni di consumatori sono addirittura arrivate ad auspicare le "manette per i petrolieri". Forse si è andati un po’ oltre».
Adusbef e Federconsumatori, tuttavia, respingono le critiche al mittente, e ribadiscono che «a causa dell’attuale sovrapprezzo praticato sui carburanti di 7-8 centesimi al litro, gli automobilisti sono costretti a sborsare ben 176 euro annui in più». Cifra che, secondo il Codacons, sale a 500 euro tra costi diretti e indiretti.
Se si vuole pagare meno, dice comunque De Vita, basta cercare il distributore giusto, ma è anche necessario abbandonare quel «paradosso» tutto italiano per cui si vuole spendere poco, avere l’impianto sotto casa e non sporcarsi le mani con l’erogatore: «All’estero – ha rilevato De Vita – le signore in pelliccia e tacco 12 scendono dall’auto e fanno benzina da sole: da noi i ragazzotti che escono dalla palestra aspettano di essere serviti».
Se le abitudini sono dure a morire, soluzioni si spera possano arrivare alla riforma della rete distributiva, alla quale l’intera filiera lavora da tempo: tuttavia, ha avvertito il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, «se non verrà condivisa passo per passo dalle Regioni non si potrà fare».(d.s.)
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