9 Giugno 2010

L’ombrellone costa sempre un po’ di più

L’ombrellone costa sempre un po’ di più, anno dopo anno, inesorabile come l’estate che spinge tutti al mare.
      Aumenti contenuti, sia chiaro, «legati all’inflazione», assicurano gli addetti ai lavori, ma quell’1-1,5% in più che i vacanzieri sborsano per assicurarsi un posto al sole si mescola a tutti quei costi aggiuntivi – benzina, parcheggio auto, bibite, panini gelati o caffè – che rendono "memorabile" una giornata in spiaggia.
      L’Italia, secondo il Codacons, svetta a top dei paesi più costosi, con quei 37 euro al giorno di "beni e servizi" che possono lievitare fino a 50 euro se ci si trova in località esclusive. Niente a che vedere con le tariffe praticate in Croazia (20 euro), in Grecia (23), in Spagna (25) o in Turchia.
      La stagione, tuttavia, è già iniziata, in barba al maltempo che ha funestato maggio, «tra freddo e pioggia l’avvio non è stato esaltante – conferma Giorgio Ardito, vicepresidente di Lignano Pineta Spa – speriamo di poter recuperare adesso», sempre se il tempo regge. La svolta sarà il 19 giugno, osserva Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto, «quando, a scuole terminate, cominceranno ad arrivare le famiglie».
      Per loro, il prezzo giornaliero di un ombrellone con due lettini spazia dai 10 ai 23 euro, spalmati tra le posizioni, fronte mare o sulle retrovie, e le stagioni, bassa o alta.
      Grado e Lignano svettano coi loro prezzi "d’élite", Jesolo cerca di contenersi, Caorle aumenta soltanto l’abbonamento stagionale (di circa 70 euro).
      La speranza è che luglio e agosto registrino il sold out, in barba alla crisi dell’economia.
      Il grande sforzo "nordestino", ribadisce Ardito, «è stato quello includere, nel pacchetto soggiorno di un hotel, anche il servizio spiaggia. Nella riviera romagnola, ad esempio, questo non accade».
      «Ora come ora ci si sta muovendo verso l’offerta integrata – fa eco Michielli – un ottimo sistema che deve continuare e, anzi, deve estendersi. Il Veneto, per di più, è la prima regione turistica della penisola. Basti pensare che Bibione, da sola, ospita tanti turisti quanto Grado e Lignano messi insieme. Il 25% del turismo d’Italia si piazza da noi, dobbiamo essere all’altezza delle richieste». In tempi di crisi, tuttavia, il turista che cerca di costruirsi una vacanza al mare su misura, anche da semplice pendolare, è ormai costretto a farsi due conti.
      Magari muovendosi in rete a caccia di siti in grado di fornire il maggior numero di informazioni utili.
      Ed è qui, però, che il mondo "turistico" veneto si sparpaglia in una nebulosa di siti autonomi che spinge il visitatore (e potenziale turista) ad abbandonare sconfortato la rete, confuso dalla miriade di consorzi, associazioni, parchi turistici e aziende di promozione turistica che affollano ogni pagina internet.
      Un po’ il difetto che vive nel Dna antico della regione più turistica d’Italia: non saper utilizzare (ancora) appieno i mezzi che le nuove tecnologie offrono. E anche i più recenti incontri tra specialisti del settore hanno indicato quanto sia lunga la strada che il Veneto deve compiere Il web sta diventando una delle prime fonti per viaggi e ospitalità: circa il 70 dei turisti prenotano e organizzano le loro vacanze usando internet.
      Tanto è facile cercare notizie, prezzi e informazioni sulle spiagge del Friuli Venezia Giulia – su lignanopineta.com e Grado.it si può prenotare addirittura l’ombrellone online – tanto è complicato e dispersivo provare a comprendere, in rete, l’ampiezza dell’offerta in Veneto.
      Jesolo si sparpaglia in tantissimi siti che a loro volta si mescolano a quelli promozionali di alberghi, ristoranti, locali: alla fine bisogna approdare a "Jesolo Spiagge" per avere un’idea dei costi di due soli stabilimenti balneari, il Green Beach e l’Oro Beach.
      Per sapere le tariffe degli altri bisogna telefonare alla Federconsorzi e confidare in un operatore gentile che offra lumi. Eraclea resta un mistero, Sottomarina conta su un portale, "sottomarina.net", che a sua volta elenca tutti gli stabilimenti balneari del lungomare, ma non tutti svelano i prezzi. Certo, una volta conosciuto il sito di riferimento tutto diventa più facile: Caorle si affida a "caorlespiaggia.it", e il listino prezzi è facilmente consultabile, Bibione a "bibionemare.com", chiaro e veloce, il Lido di Venezia va scrutato in tre tempi: su sabvenezialido.com affiorano le tariffe delle aree più esclusive dell’isola (Excelsior, Amaranti, Des Bains e Quattro Fontane), San Nicolò e il Lungomare D’Annunzio si "rivelano" su veneziaspiagge.it, gli Alberoni (prezzi invariati rispetto al 2009) su bagnialberoni.com. Michielli sospira. Certo, il Friuli «ha più soldi e lavora con più facilità», ma in Veneto «siamo ancora un po’.. arrugginiti. Deploro il fatto che non si riesca ancora a fare da noi, tanti anni che ne parliamo, un’offerta adeguata… a tre soli click!».

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