P.A: ARAN, IN 10 ANNI RETRIBUZIONI +39,7%, PRIVATO +25,7%
DAL 2002 AL 2009 OGNI FAMIGLIA HA PERSO 9.600 EURO IN PIU’ PER I RINCARI DI PREZZI E TARIFFE
Secondo l’Aran (l’ Agenzia per rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), le retribuzioni del pubblico impiego negli ultimi dieci anni sono cresciute del 39,7%, più del settore privato dove si è registrato un incremento del 25,7%.
Per il Codacons questi dati non dicono nulla, sia perché non considerano i redditi reali, sia perché non tengono conto dell’evasione che persiste nel settore privato.
Calcolare l’aumento nominale dei redditi, senza calcolare la perdita d’acquisto che hanno subito le famiglie a causa dell’inflazione che c’è stata in questi ultimi 10 anni, è una operazione monca che nella migliore delle ipotesi è priva di significato, nella peggiore fornisce un quadro sballato della situazione reale del Paese.
La realtà, quella vera, è che in 10 anni i prezzi, a differenza degli stipendi, sono raddoppiati e che le famiglie, solo limitandosi a considerare gli ultimi 7 anni, dal 2002 al 2009, hanno speso complessivamente circa 9.600 euro in più a causa degli aumenti dei prezzi al dettaglio, dei rincari tariffari, dei carburanti, della crescita di affitti e mutui e delle varie speculazioni. Per questo tutti i dati attestano che un numero sempre più crescente di famiglie è a rischio povertà.
Insomma il vero problema è che gli stipendi sono stati adeguati all’inflazione programmata, sempre abbondantemente inferiore rispetto all’inflazione reale.
Ecco perché la decisione del Governo di bloccare le retribuzioni dei dipendenti pubblici, senza bloccare le tariffe ed i prezzi e aver mai restituito alle famiglie quanto lo Stato ha incassato in più in questi anni grazie alle speculazioni sui prezzi e ai maggiori introiti sull’Iva, è una decisione sciagurata che ritarderà ancora di più la ripresa dell’economia, legata indissolubilmente alla ripresa dei consumi.
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