29 Maggio 2010

Grandi imprese, meno posti di lavoro ma calano le ore di cassa integrazione

ROMA Ancora giù l’ occupazione nelle grandi imprese, dove scendono anche le retribuzioni e gli straordinari toccano i minimi degli ultimi dieci anni. Calano, però, anche le ore di cig. Mentre sono in risalita i prezzi alla produzione industriale, trainati soprattutto dall’ energia. La fotografia emerge dagli ultimi dati dell’ Istat: a marzo, tra industria e servizi sopra i 500 dipendenti l’ occupazione ha registrato una flessione dell’ 1,9% al lordo della cassa integrazione guadagni e dell’ 1,2% al netto della cig, rispetto a marzo 2009. Complessivamente nel primo trimestre dell’ anno la variazione media, sempre rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, è stata di -2,1% al lordo della cig e di -1,5% al netto. Al contempo, anche le retribuzioni lorde per ora lavorata hanno segnato una diminuzione, al netto della stagionalità, del 3,7% rispetto a febbraio e del 2% rispetto a marzo 2009. Tuttavia, nella media dei primi tre mesi si è registrato un incremento tendenziale del 3,3% e dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. In discesa anche il ricorso alle ore di lavoro straordinario risultato pari, sempre a marzo e nelle grandi imprese, al 4,2% delle ore ordinarie, registrando un calo di 0,3 ore rispetto a marzo dell’ anno scorso e scendendo ai minimi da gennaio 2000, inizio delle relative serie storiche. A fare da contraltare c’ è il calo della cassa integrazione guadagni: l’ utilizzo è stato pari a 34,9 ore per mille ore lavorate, in diminuzione di 6,4 ore per ogni mille ore lavorate rispetto a marzo 2009. Nel confronto tra il primo trimestre dell’ anno ed il corrispondente periodo del 2009 il ricorso alla Cig ha registrato un calo di 4,9 ore per ogni mille lavorate. All’ opposto, i prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono in fase di risalita: ad aprile sono aumentati dell’ 1% rispetto a marzo e del 3,1% rispetto ad aprile 2009; si tratta del maggior rialzo tendenziale da ottobre 2008. E a crescere di più sono i prezzi dell’ energia: +2,6% su base mensile e +14% su base annua. In particolare corrono i prezzi relativi alla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati con un incremento del 4,3% rispetto a marzo e del 33,2% rispetto ad aprile 2009. Dati che allarmano il Codacons: «Sono tutti segnali che indicano un futuro rialzo dell’ inflazione», sostiene l’ associazione. E per questo, «lancia un appello al Governo: se non vuole fare un’ indispensabile politica dei redditi, almeno combatta l’ inflazione». Allo stesso modo, sul fronte occupazionale, la Uil con il segretario confederale Guglielmo Loy chiede «responsabilità nel dare nuove e efficaci regole al mercato del lavoro. Servono, in sostanza, riforme serie». Il calo dell’ occupazione «conferma il perdurare degli effetti della crisi», dice anche il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, secondo cui la manovra «non aiuta e non prevede i necessari interventi straordinari di tutele per il 2011».

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