22 Maggio 2010

Azienda fa causa alla banca per riavere i soldi del ‘ massimo scoperto’

CIRCA 20mila euro per la commissione di massimo scoperto, altri 77mila di interessi passivi sulla stessa commissione e, infine, più di 15mila per interessi ‘ anatocistici’ non dovuti. In tutto 92mila euro. E’ il conto che una media azienda bolognese si prepara a presentare alla propria banca, per somme versate ingiustamente nel corso degli ultimi 15 anni. Ad affiancare l’ impresa nella causa legale contro il proprio istituto di credito è il Codacons, l’ associazione nata per tutelare i consumatori, che si schiera a fianco delle imprese varando il progetto ‘ Robin Hood’ . Il fondamento giuridico su cui poggia la battaglia legale del Codacons è una sentenza della Cassazione, che ha stabilito che la commissione di massimo scoperto è dovuta solo (e proporzionalmente) se la somma accantonata dalla banca per il fido (sulla quale si applica la commissione) non viene utilizzata dal cliente. Invece, si tratta di un costo applicato nella stragrande maggioranza dei casi. L’ associazione stima che in tutta l’ Emilia-Romagna l’ ammontare delle somme che le banche dovrebbero potenzialmente restituire si aggiri intorno ai 100 milioni di euro, compresi gli interessi passivi e quelli anatocistici calcolati sui conti aperti prima del 2000. Se un’ azienda ha conservato la documentazione può ricorrere su conti correnti vecchi anche decine di anni (a patto che siano ancora aperti o chiusi da meno di dieci anni), secondo l’ avvocato del Codacons, Bruno Barbieri: «Molti ritengono che questi diritti si prescrivano in dieci anni da quando vengono maturati. Essendo però un conto corrente un rapporto continuo, il termine decorre a partire dalla chiusura del conto».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this