8 Maggio 2010

Il ciclista multato fa ricorso

 E una sentenza gli dà ragione

SENZA PRECEDENTI e chiacchieratissimo, il caso del ciclista modenese Giuseppe Mazzoli ‘ vittima’ di una supermulta da 300 euro e 16 punti in meno sulla patente, approda davanti al giudice di pace. Ironia della sorte a dare indirettamente speranza allo sportivo, sanzionato per aver superato la striscia continua e non essersi fermato all’ alt intimato da un vigile, è Ferrara. Pochi giorni fa nella città della bicicletta per antonomasia un caso simile (passaggio col rosso da 150 euro e 6 punti in meno) si è risolto con l’ annullamento della sanzione per incostituzionalità. Il tema è sempre quello: perché punire maggiormente un ciclista patentato appunto con la decurtazione dei punti rispetto a quelli che commettono infrazioni ma, non avendo la patente, subiscono solo il danno economico? Su questo aspetto il Codacons impugna la vicenda di Mazzoli. Pregustando una prevedibile vittoria: ‘ La legge è uguale per tutti’ , recita d’ altra parte l’ articolo 3 della Costituzione. Dunque anche al manubrio. Teniamo conto che sempre in questi giorni sta per diventare realtà la modifica al codice della strada che elimina, tra le varie novità, proprio la decurtazione dei punti ai ciclisti troppo distratti. Questa la strategia di Fabio Galli, segretario cittadino dell’ associazione che si è offerta di seguire le vicissitudini di Mazzoli fino in fondo: «Abbiamo due possibilità – annuncia Galli -, sempre partendo dall’ incostituzionalità, chiederemo la sospensione della sanzione e di fare intervenire la corte costituzionale. La seconda, precedente di Ferrara alla mano e nuovo codice della strada probabilmente già in vigore, l’ immediato annullamento del provvedimento». Ad ogni modo, salvo clamorose decisioni da parte del giudice, Mazzoli dovrebbe poter spendere i 300 euro come meglio crede e soprattutto conservare i 16 ventesimi del documento di guida. Unico neo, i tempi per la convocazione dell’ udienza che prenderà in trattazione il ricorso. Occhio e croce, avverte Galli in anticipo, «passerà almeno un anno. Ma considerando che abbiamo buonissime possibilità di vedere accolto il nostro ricorso», tanto vale aspettare e non pagare la supermulta.
 

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