8 Maggio 2010

Passa il politico si scansi chi può

Poi dice che uno ce l’ ha con i politici. Sarà capitato a tutti vedersi sorpassare da un’ auto col lampeggiante ché se non ti scansi subito ti butta all’ aria e tu ti auguri che trovi un albero davanti. È un’ autoblu, una delle 630 mila in Italia, un record mondiale. Forse sta riportando qualche mezza tacca di politico dal mare in villa. Forse lo sta portando a pranzo dalla zia. Forse sta accompagnando la signora del politicastro dal parrucchiere. O forse porta a un incontro importante il politico che poteva anche svegliarsi prima come tutti i comuni mortali. Ma un politico, siccome è stato eletto o nominato, è un mammasantissima che non deve rispettare il Codice della Strada. E da essere uno al servizio degli altri, si trasforma in uno al servizio dei privilegi a se stesso. L’ AUTOBLU E LA PATENTE SPECIALE – Ma siccome non sembra confortato né dal senso dell’ orrore né da quello del ridicolo ma solo dal senso d’ onnipotenza e d’ indecenza, cosa ti va a inventare? Una commissione del Senato approva un emendamento in base al quale agli autisti delle autoblu è concessa una seconda patente blindata che non perde punti in caso di infrazioni, cioè licenza di ammazzare il prossimo. Questo perché gli autisti dicono che il politico gli dà sempre fretta e non è giusto che perdano punti sulla loro patente. Una volta che ha esaurito i punti, va in cassa integrazione? Nessuno è sfiorato dall’ ideuzza che per non perdere i punti basta non passare col rosso o non andare a duecento su una strada da 110. Ma come fa l’ autista a dirlo al politico che si ritiene dio? Proteste generali, dai consumatori del Codacons all’ Associazione amici della polizia stradale ("dalla tolleranza zero si sta passando alla tolleranza 100"). E ovvia difesa del Siar, sindacato italiano degli autisti di rappresentanza: "Non si tratta di privilegiare i politici, ma di tutelare i lavoratori". Hanno ragione anche loro, giù le mani dai lavoratori blu. Ma insomma la norma sarà cambiata, avranno una doppia patente ma anche la seconda sarà a punti. Come del resto già avviene per i conducenti di pullman o camion. Anche se, col politico che ha fretta, venti punti te li fumi in un mese. Un’ alternativa ci sarebbe, visto che il politico, più che fretta di arrivare, ha fretta di potere: i punti sulla patente li si può togliere a lui. Responsabilità oggettiva come per le società di calcio se i loro tifosi dicono cornuto all’ arbitro. Oppure si possono eliminare le autoblu. La stessa trentenne ministra Meloni ha parlato di inutile autogol. Non si sa se dipenda dal fatto che va in motorino (chissà se scortata da motociclisti più pericolosi di Robocop), ma ha detto che già oggi chi perde i punti può fare ricorso e se il motivo è davvero valido glieli restituiscono. Ma così i politici danno l’ idea di un mondo privilegiato che può non rispettare le regole perché superiore agli altri. LA LEGGE E’ MENO UGUALE PER TUTTI – Brava la baby-ministra, poi ci si chiede perché la gente non va a votare. E anche la seconda patente a punti, poi. Magari qualche autista di camion può ritenersi autorizzato a muggirti dietro e ad asfaltarti se non ti levi. Ma perché la soluzione non può essere rispettare la legge come tutti in Italia (diciamo così)? E che Paese di Pulcinella è quello in cui chi le leggi le fa in Parlamento sarà il primo a infischiarsene? Anzi qualche benpensante o moralista appena arrivato da Marte può ritenere che proprio chi ha cariche pubbliche dovrebbe preoccuparsi di essere inappuntabile, se ci vogliamo rovinare diciamo un riferimento vivente per gli altri proprio per il dovere di rappresentanza. Invece sono più le eccezioni e le immunità che i buoni esempi. Più gli eccessi di velocità che gli eccessi di responsabilità. Più i politici pronti a istigare gli autisti a violare le norme che a imporgli di rispettarle. Immagino gli applausi, bene bravo, ci voleva qualcuno che gliele dicesse nei denti. Forse la Grande Corruttrice è l’ elezione o la nomina, ma la verità è che da noi basta diventare presidente dell’ assemblea di condominio per pretendere l’ autoblu. E, visto che ci siamo, la doppia patente per l’ autista. E basta avere mal di reni per accampare il diritto alla pensione di invalidità. E un tesserino qualsiasi per pestare i piedi agli altri. L’ Italia è una Repubblica fondata sul diritto più che sul dovere, sull’ esenzione più che sull’ osservanza, sulla violazione più che sul rispetto, sulla legge sempre più uguale per tutti gli altri. E con una società civile spesso non meno incivile di quella politica. Scommetto che se l’ autoblu non avesse il lampeggiante d’ identificazione, e ci sfrecciasse al fianco come un’ assassina, invece di indignarci spingeremmo l’ acceleratore per fare a gara a chi viola di più la legge.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this