Chirurgia, niente chiusura solo “riequilibrio”
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Serra San Bruno
C’è una disposizione di cui si parla. I termini, però, sembrano diversi. Perchè per lo Slai Cobas a rischio è il reparto di Chirurgia, mentre il direttore di Dipartimento Francesco Miceli, nel replicare, spiega che si tratta di «una disposizione interna, con cui i chirurghi – spiega – dell’ospedale di Serra venivano utilizzati anche in turni di guardia presso il nosocomio di Vibo». Insomma, «precisazioni» per ribadire che «il compito di un direttore di dipartimento è quello di ottimizzare il lavoro dei dipendenti». Ergo, a domanda su cosa stia succedendo, sic et simpliciter, il direttore spiega: «In quest’ottica ho ritenuto necessaria la collaborazione fra le equipe chirurgiche di Serra, Vibo e Tropea per espletare le guardie chirurgiche h 24». Necessità che deriva «dall’insufficiente numero di medici presenti a Vibo che, da soli, non riescono a garantire tale turnistica».
Cambiano, come dire "i ferri" in tavola, con le precisazioni di Miceli che va oltre, contestando i numeri del sindacato: «Non è vero della presenza di 14 medici a Vibo, ve ne sono 7 e di questi solo 6 possono essere inseriti nei turni di reperibilità per gli interventi in urgenza». Una situazione che vede «da mesi il personale di Vibo eseguire turni massacranti», mentre chiosa Miceli, «nelle strutture periferiche vi è stato un reciso rifiuto dei medici ad andare oltre il numero di reperibilità previste dal contratto. Ne è conseguita – aggiunge – l’impossibilità a Serra e Tropea di assicurare le prestazioni chirurgiche in emergenza che pertanto sono state dirottate totalmente sull’ospedale di Vibo ove, al contrario, ciascun chirurgo effettua mediamente il doppio di reperibilità previste dal contratto». Così si ristabilisce un «principio di equità», per il direttore che parla di «un provvedimento temporaneo», che «rappresenta un obbligo in un momento in cui le ristrettezze economiche conseguenti all’approvazione del Piano di rientro in sanità impediscono all’Azienda di acquisire nuove risorse umane». Insomma, Miceli punta a «unire gli sforzi» anche se aggiunge «occorre evidenziare come è solo presso la chirurgia di Vibo che vengono espletate le urgenze chirurgiche della provincia».
Da queste premesse, chiede che si valuti il provvedimento che «si limita a disporre un aiuto sporadico (2 notti al mese) dei chirurghi di Serra e Tropea, attualmente sottoutilizzati, per la sola finalità di garantire la guardia chirurgica h24». Nessun trasferimento e nessuna chiusura di reparto, quindi, «circostanza strumentalmente quanto falsamente attribuitami». Questo quanto a lui "compete", perchè «altro – conclude – è pretendere che l’utenza assistita dal presidio di Serra ottenga prestazioni chirurgiche adeguate e in piena sicurezza».
Sicurezza e utenza che preoccupano il Codacons, presieduto da Antonio Carnovale, che si domanda «se a fronte della disposizione tesa al trasferimento delle urgenze in capo allo Jazzolino siano stati predisposti i necessari mezzi per far fronte al trasferimento dei pazienti». Si guarda al lato "pratico" e in tal senso Carnovale ricorda che a Serra sono disponibili solo 1 ambulanza e una equipe del 118. Numeri esigui, considerato che «la provincia risulta sfornita di velivoli per voli sanitari nelle ore notturne». Da qui la richiesta che si faccia chiarezza, perchè altrimenti, «le conseguenze sarebbero devastanti per gli utenti».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Antonio Carnovale, Chirurghi, chirurgia, francesco miceli, jazzolino, medici, ospedale, reparto, serra, slai cobas, Tropea, Vibo
