5 Maggio 2010

Prezzi alti, Chavez fa arrestare i macellai

A CARACAS, nel quartiere di classe media della Candelaria, la macelleria di William Salamanca la conoscono tutti. Da lui ci sono i migliori cortes, o come dite voi in italiano, i tagli per fare grigliate e il miglior filetto, spiega dona Maria del Pilar che da trent’ anni vive qui e si rifornisce. La macelleria Salamanca un’ istituzione nel quartiere. Prima Pedro, il padre, e da una decina d’ anni William che, per sua stessa ammissione, dice che preferisce non vendere niente piuttosto che offrire ai clienti storici carne di una bestia di dubbia provenienza. William un macellaio all’ antica che controllano i bovini e i suini che compra. Il problema che essere "all’ antica" e privilegiare la carne di qualit lo ha portato un paio di giorni fa diritto in carcere. Luned entrato in macelleria un operativo della Polizia militare, spiega ancora sotto shock. Assieme ai poliziotti in assetto da guerra un paio di burocrati dell’ Indepabis, una sorta di Codacons pubblico introdotto nell’ agosto del 2008 dal presidente venezuelano Chavez, che dopo avergli recitato una lunga sfilza di reati contro il popolo bolivariano hanno messo le manette ai polsi di William e lo hanno tradotto nel carcere di massima sicurezza di Fuerte Tiuna. Insieme a lui quasi contemporaneamente sono stati arrestati anche una cinquantina di suoi colleghi, tutti ritenuti responsabili di ‘ ‘ speculare’ ‘ con i prezzi della bistecca. Se non fossi stata presente in macelleria – spiega Ana Rodriguez, 45 anni – avrei pensato ad uno scherzo di Carnevale. Invece tutto vero e sintomatico dell’ atmosfera sempre pi paradossale che si respira nella vita quotidiana in Venezuela. Il principale capo di imputazione quello di non essersi attenuto ai prezzi stabiliti dallo Stato. Insomma, chiaro il messaggio: la fettina di vitellone o la vendi ai prezzi fissati dal governo o finisci dietro le sbarre. Il problema che la carne di qualit nessun fornitore la produce e la vende ai prezzi stabiliti dal regime che sono un quinto di quelli di mercato. Ed un problema reale che porta ad un’ altra domanda: cosa dare allora ai propri clienti? Una domanda per la quale evidentemente non c’ erano molte risposte. Tant’ che sino a luned, nella miglior prassi da repubblica delle banane sudamericana tutto era rimasto come prima. Nonostante la legge e i "muscoli" degli annunci chavisti contro gli squallidi macellai speculatori. Per cui chi voleva carne buona e aveva i soldi la comprava al prezzo di mercato. Solo i "supermercati del popolo", dove sugli scaffali spesso l’ unica carne disponibile quella di maiale e peraltro di dubbia provenienza, si sono attenuti alle direttive di prezzo governative. Mi hanno trattato come un delinquente. Tutto questo in nome della legge, assurdo, protesta William. riproduzione riservata 05/05/2010.

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