30 Aprile 2010

INFLAZIONE: ISTAT; SALE A +1,5% AD APRILE, TOP DA 2009

IL CODACONS CHIEDE LE DIMISSIONI DI SCAJOLA: AL SUO POSTO VADA BRUNETTA PREZZI ALIMENTARI FERMI: NON SIAMO IN UN LIBERO MERCATO!

Secondo quanto reso noto oggi dall’Istat, l’inflazione ad aprile è salita al +1,5% annuo dal +1,4% registrato a marzo. Si tratta del maggior incremento tendenziale dal febbraio 2009. Su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,4%.
Per il Codacons l’aumento dei prezzi di aprile dipende in particolare dalla corsa dei prezzi dei carburanti, ormai inarrestabili: benzina verde +2,7% rispetto a marzo e +16,7% rispetto ad aprile 2009,  gasolio +2,2% congiunturale e +15,9% tendenziale.
La colpa degli effetti dei carburanti sui prezzi è da attribuire anche al ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, incapace di far fronte allo strapotere delle compagnie petrolifere. Per un anno e mezzo ha promesso misure di liberalizzazione senza però fare nulla di concreto, per poi emanare giorni fa un protocollo d’intesa insufficiente e addirittura controproducente, visto che invece di liberalizzare il settore prevede prezzi fissi per 7 giorni, facilitando così eventuali accordi collusivi tra le compagnie.
Per questo il Codacons chiede oggi le dimissioni di Scajola e che al suo posto il premier Berlusconi nomini Brunetta. Non condivideremo magari tutto quello fa, ma almeno non si può dire che dorma.
Rispetto al fatto che i prezzi dei beni alimentari siano scesi dello 0,1% rispetto ad un anno fa e sono rimasti stabili su base mensile, per il Codacons si tratta dell’ennesima dimostrazione che in Italia non siamo in un libero mercato. Le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari, infatti, sono letteralmente crollate. L’ultimo dato ufficiale è -1% rispetto al mese precedente e – 3,3% rispetto al 2009. Con questo trend i prezzi avrebbero dovuto precipitare e non rimanere sostanzialmente fermi. Se non è avvenuto è perché in Italia, anche nel settore del commercio, le regole sono state fatte per impedire la concorrenza e non per facilitarla: un commerciante non può aprire il suo negozio quando vuole (vedasi polemica sul I° maggio), quanto vuole (non più di 13 ore), dove vuole. Anche su questo fronte il ministro Scajola non ha fatto nulla!
 

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