Piano benzina, l’ Antitrust dice sì
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- Finanza & mercati
Continua inarrestabile la corsa al rialzo dei prezzi della benzina, che anche ieri hanno continuato a lievitare, con Total che ha fatto segnare il nuovo massimo sul mercato portando la verde a 1,434 euro al litro. Mentre, un passo alla volta e con una velocità di certo molto inferiore a quella dei rialzi della benzina, diviene più chiaro il quadro di interventi di riforma del settore concordati da governo, operatori e sindacati. A partire dall’ aggiornamento settimanale dei prezzi: l’ Antitrust ha dato un ok condizionato, spiegando che si tratta di un punto critico ma che «può servire». E intanto, sempre sul fronte delle risorse energetiche, il ministro Scajola ha firmato un decreto che semplifica le procedure per le attività di ricerca petrolifera svolte d’ intesa con le Regioni. Il presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà, ha spiegato che l’ aggiornamento settimanale «è l’ unico aspetto critico, perchè vorremmo che i prezzi fossero liberi», ma che si tratta di una via percorribile perchè «in caso di restrizioni della concorrenza l’ Antitrust sarebbe pronto a intervenire». Il sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia ha precisato infatti che «si tratta di un prezzo massimo di riferimento che potrà solo scendere nel corso della settimana, e che non sarà stabilito un giorno unico» per gli aggiornamenti. Favorevoli Adusbef e Federconsumatori, che anzi chiedono di accelerare sull’ attuazione del protocollo. Contraria invece un’ altra associazione dei consumatori, il Codacons, che chiede di stralciare il prezzo settimanale. Per Saglia comunque l’ attuazione del piano di riorganizzazione della rete dei carburanti si arricchirà di un altro tassello con «il monitoraggio dei prezzi effettivi alla pompa, e non solo di quelli consigliati dalle compagnie». Una misura già prevista dalla Legge Sviluppo e per la quale è ora pronto «un decreto attuativo con sanzioni per chi non rispetta le norme». Sul fronte petrolifero, infine, arriva il nuovo decreto che facilita le ricerche di giacimenti e rappresenta – ha spiegato il ministro Scajola – «un nuovo passo avanti verso una politica energetica più efficiente, che valorizzi anche il patrimonio dei giacimenti nazionali di idrocarburi, con lo scopo di assicurare al nostro Paese una maggiore sicurezza energetica e ai cittadini e alle imprese un costo dell’ energia più basso».
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