Ammanco in Comune Il Codacons: azzerare debiti e risarcimenti
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fonte:
- Gazzetta di Modena
ZOCCA. I milioni spariti dalle casse del Comune non smettono di togliere il sonno agli zocchesi e non sono bastate le rassicurazioni del sindaco nell’ assemblea dell’ altra sera. Sulla cosa lavora il Codacons che si accinge a sottoporre al giudice civile e al Comune una sorta di scambio: il Comune rinuncia a chiedere i soldi ai cittadini e i cittadini rinunceranno alla richiesta di risarcimento del danno. Come può fare il Comune a rientrare di quell’ 1,4 milioni di euro in oneri di urbanizzazione che l’ ex geometra comunale ha stornato anzichè versare nelle casse dell’ amministrazione? Dopo il patteggiamento del responsabile dell’ ufficio tecnico ad una pena di 5 anni, il Comune attende che la sentenza divenga definitiva per «intentare una causa civile nei confronti del responsabile, Sergio Leonelli, per rientrare del denaro» spiega il sindaco. Ma i rischi sono molti, soprattutto perchè la persona in questione potrebbe non essere solvibile. Per questo il Comune, già tempo fa, ha inviato a chi aveva consegnato i soldi a Leonelli una lettera con la quale chiedeva un nuovo pagamento, stavolta regolare, delle cifre dovute. Ma i cittadini si sono ribellati e hanno chiesto aiuto al Codacons, il quale ha elaborato una strategia che, nelle intenzioni, verrà sottoposta al giudice civile e che appare una sorta di scambio alla pari. Tutto parte da una richiesta di risarcimento per danni morali nei confronti del Comune. «Ad intentare la causa saranno coloro ai quali è stato chiesto di versare nuovamente gli oneri di urbanizzazione per licenze e autorizzazioni edilizie – spiega l’ avvocato del Codacons Bruno Barbieri – questi cittadini hanno consegnato il denaro a Leonelli che agiva in qualità di funzionario del Comune, che ha dato ad intendere che quei soldi servivano per le pratiche edilizie e che ha rilasciato ricevute di pagamento su carta intestata del Comune. Quindi i cittadini hanno diritto di agire nei confronti di Leonelli, ma anche del Comune che ha permesso che per dieci anni continuassero ad essere concesse licenze senza che a queste corripondesse l’ ingresso effettivo del denaro nelle casse comunali. Queste persone intenteranno una causa civile chiedendo il risarcimento dei danni morali subìti che l’ amministrazione dovrà pagare qualora il giudice accerti la truffa. In sede di prima udienza, quando si tenta la conciliazione tra le parti, avanzeremo al Comune una proposta: compensare le cifre che ai cittadini è stato chiesto di ripagare con il risarcimento chiesto dagli stessi al Comune. In questo modo peraltro, il Comune può anche avere una valida motivazione nei confronti della Corte dei Conti, qualora dovesse contestargli i mancati introiti».
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