28 Aprile 2010

BENZINA: SUPERA 1,43 EURO; SCAJOLA, NO TAGLIO ACCISE/ANSA

CONSUMATORI, STANGATA 1 MAGGIO; UP, PREZZI SETTIMANALI BOOMERANG

(ANSA) – ROMA, 28 APR – I prezzi dei carburanti non accennano
a fermarsi, con la benzina che ‘sfonda’ la soglia di 1,43 euro
al litro. E la strada per raffreddare i listini sembra ancora in
salita. Per le associazioni dei consumatori si tratta
dell’ennesima stangata non giustificata dall’andamento dei
mercati, che peserà sulle famiglie per 20 milioni di euro per
le partenze del ponte del 1 maggio, secondo i calcoli del
Codacons. Mentre l’Adiconsum chiede addirittura all’Antitrust di
aprire un’indagine per sospetto cartello dei petrolieri.
Petrolieri che, come in un copione ormai collaudato, si
difendono: gli aumenti – spiegano – sono assolutamente
giustificati dagli andamenti dei mercati internazionali, tornati
ai massimi dal 2008.
   Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha
comunque escluso che "il taglio delle accise sulla benzina sia
un percorso possibile", ma ha anche assicurato che "dalla
settimana prossima potranno cominciare ad andare in attuazione
tutti i provvedimenti del protocollo d’intesa fatto con
petrolieri e sindacati, che aiuteranno a diminuire lo stacco con
l’Europa". Nel corso di un’audizione alla Commissione Industria
al Senato il suo sottosegretario con delega alle materie
energetiche, Stefano Saglia, ha precisato che neppure la strada
della sterilizzazione dell’Iva sembra per il momento
percorribile, perché "il ministero dell’Economia non è
disponibile a porre sul tavolo la questione". Saglia però non
molla: "Si tratta di uno strumento giusto che non costa alle
casse dello Stato ma anzi le stabilizza – ha sottolineato Saglia
– per questo noi ci crediamo e continueremo a proporlo" al
ministro Tremonti.
   Sul fronte del protocollo approvato da operatori, sindacato e
governo, Saglia ha aggiunto che le misure previste
"rappresentano le prime conclusioni del lavoro svolto negli
specifici tavoli, ma non esauriscono le esigenze di
riforma del settore". Uno degli aspetti più controversi
riguarda in particolare l’aggiornamento settimanale dei prezzi:
Pasquale De Vita, presidente dell’Up, mette in guardia, chiede
di ascoltare con attenzione i rilievi che l’Antitrust avanzerà
in settimana e spiega: "potrebbe essere positivo, ma anche
trasformarsi in un boomerang. Sarebbe meglio sperimentarlo per
un periodo di 3 mesi".
   L’unica notizia positiva, se così si può considerare, viene
dalla rilevazione periodica della Commissione europea: lo
‘stacco’, ovvero la differenza tra il prezzo dei carburanti in
Italia e la media europea, è sceso a 2,7 centesimi di euro,
perché i carburanti negli ultimi giorni sono aumentati molto
anche all’estero. Ma c’é poco da rallegrarsi: l’Italia resta
comunque medaglia di bronzo nella poco piacevole classifica dei
paesi dove la ‘verde’ è più cara, superata solo da Danimarca e
Cipro.(ANSA).

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