27 Aprile 2010

Benzina, nuova ondata di aumenti

ROMA – Non si ferma la corsa dei carburanti che cominciano a vedere quote da record. Il prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati restano a livelli di guardia mentre l´euro rimane debole. Un quadro critico che mette le ali ai listini, ai massimi del 2010. Immediata la reazione di alcune associazioni dei consumatori che, dopo l´accordo (non unanime) raggiunto la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico, chiedono l´applicazione del protocollo, che prevede la possibilità di applicare ritocchi dei prezzi verso l´alto solo una volta alla settimana mentre i ribassi restano liberi. I dati del monitoraggio di Quotidianoenergia.it mostrano una tendenza che inizia a preoccupare gli automobilisti, alle prese con una imprevista impennata dei prezzi. Rispetto ad un mese fa un pieno da 60 litri di verde è salito di un euro tondo e quello del gasolio di quasi due euro. Erg, ad esempio, ha ritoccato di 0,5 centesimi entrambi i prodotti portandoli rispettivamente a 1,423 e 1,264 euro al litro. La Esso, invece, muove di 0,9 centesimi (a 1,423 la verde e 1,263 il gasolio). Aumento di 0,9 centesimi per il gasolio Tamoil, (a 1,268), mentre la Total ha messo mano ai listini della verde (+0,7 centesimi a 1,425 euro al litro) e a quelli del diesel (+0,5 centesimi ora a quota 1,268). Al momento quindi il carburante più caro della rete è quello di Shell (1,434 la benzina e 1,277 il diesel), seguita da Q8 (1,431 e 1,274 euro al litro) e da Total (1,425 la verde e 1,268 il gasolio). Prezzi caldi anche per Agip che da sola copre quasi un terzo del mercato: il Cane a sei zampe offre la verde a 1,425 e il diesel 1,267 al litro. Secondo il Codacons questi nuovi aumenti costano caro agli automobilisti. Infatti, un pieno di un´auto a gasolio «costa oggi 9,45 euro in più rispetto allo scorso anno il che equivale ad un aumento percentuale del 17,3% in appena 12 mesi». In parallelo l´associazione calcola come un pieno di benzina oggi costi 10,4 euro in più rispetto all´aprile dello scorso anno, per un incremento che sfiora il 17%. «Si tratta di rincari stratosferici destinati ad accentuarsi nelle prossime settimane, in concomitanza con le prime partenze degli italiani durante la bella stagione – sottolinea il presidente dell´associazione Carlo Rienzi – a nulla o quasi serviranno le misure varate dal governo. A cominciare dal "cosiddetto" prezzo settimanale, che determinerà ulteriori rincari dei listini alla pompa a danno di milioni di automobilisti. Il governo – conclude – farebbe bene a rivedere il protocollo sui carburanti siglato la settimana scorsa eliminando i provvedimenti che suscitano perplessità, incrementando una reale concorrenza tra operatori e introducendo strumenti concretamente efficaci contro le speculazioni sui prezzi».
 
 

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