27 Aprile 2010

Amianto, partito il processo per 41 imputati

«Dopo anni di attesa, di fatica anche per far prendere coscienza del problema, s’ inizia il processo. Mi pare che le prospettive siano buone e mi auguro che ora si proceda speditamente»: Rita Nadalino Nardi è la presidente dell’ Associazione esposti amianto. E’ seduta in prima fila nello spazio riservato al pubblico per assistere all’ avvio del maxiprocesso per 85 morti da amianto tra i lavoratori del cantiere di Monfalcone. Una prima udienza caratterizzata da procedure preliminari, ma gestita con piglio dal giudice Matteo Trotta, che ha annunciato l’ intenzione di procedere con speditezza con almeno 4 udienze al mese fino alla pausa feriale. La prossima udienza è fissata per il 10 maggio solo perché i difensori degli imputati, e anche di parti civili, hanno chiesto i termini per visionare i 12 faldoni di documenti che ieri il pm Luigi Leghissa ha fatto acquisire al già corposo fascicolo processuale. C’ è la sensazione che il tribunale di Gorizia voglia procedere in fretta per recuperare il tempo perduto. Non sarà comunque un processo facile, richiederà i suoi tempi. Basta osservare gli oltre cento cartolari, che ieri occupavano una parte dell’ aula, contenenti migliaia di atti che fanno parte dell’ indagine della Procura. Se a Gorizia si è all’ inizio del maxi processo, il giudice monocratico di Palermo, Gianfranco Criscione, ha condannato ex amministratori di Fincantieri nel processo sulle morti bianche causate dall’ amianto ai cantieri navali di Palermo. Sono state emesse sentenze pesanti, di 7 anni e mezzo, sei e tre anni nei confronti di tre imputati, che dovevano rispondere di omicidio colposo. Trentasette le vittime, colpite dall’ asbestosi. Una sentenza che farà senza dubbio giurisdizione, come quella emessa un paio di anni fa dal tribunale di Venezia sempre per morte da amianto ai cantieri di Marghera. Nel maxi-processo di Gorizia gli imputati sono 41: Giorgio Tupini e Vittorio Fanfani, ex presidenti di Italcantieri, Enrico Bocchini, ex presidente del cda, Corrado Antonini, ex direttore generale, Mario Panigliani, Manlio Lippi e Giancarlo Testa, ex direttori del cantiere, l’ ex assessore provinciale al Lavoro Marino Visintin in qualità di ex responsabile del servizio di sicurezza, e poi Ervino Lenardon, Omero Blazei, Giampaolo Framarin e Livio Alfredo Minozzi (questi ultimi ex direttori del personale), Vittorio Bernardo Carratù e Roberto Schivi (ex direttori centrali del personale Italcantieri), Mario Bilucaglia e Mario Abbona (ex responsabili sicurezza). Gli altri imputati sono i presidenti o legali rappresentanti di ditte che operavano in subappalto al cantiere di Panzano: Roy Winston Rhode, Ronald Rhode, Liana Colamaria, Giovanni Giuricin, Oliviero Fragiacomo, Olinto Parma, Lino Crevatin, Renzo Meneghin, Gino Caron, Giuseppe Poggi, Giorgio Vanni, Antonio Datti, Saverio Dimacco, Cesare Casini, Italo Massenti, Aldo La Gioia, Glauco Noulian, Roberto Piccin, Peppino Massioli, Amedeo Lia, Curzio Tossut. Armando Brugnolo, Carlo Figanò, Attilio Dall’ Osto, Ubaldo Conti. Si sono costituti parti civili 55 gruppi familiari dei deceduti, il Comune di Monfalcone, la Provincia, la Regione, la Fiom Cgil, l’ Inail, l’ Associazione esposti amianto e il Codacons.

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