20 Aprile 2010

Perugia, fanno ancora discutere i passi carrabili

Nel corso dell’ audizione, cui ha preso parte anche il vice direttore della Dogre, Armando Greco, è stato chiarito che le rilevazioni sono state fatte sulla base di una presunzione di demanialità. Una ricognizione eseguita attraverso riprese filmate di entrambi i lati di strade "private" e "private ad uso pubblico" poste in centri abitati. E’ stato usato un sistema militare che prevedeva l’ impiego di un veicolo Gps costato 450mila euro. Il responsabile dell’ unità operativa Mobilità, Leonardo Naldini, ha chiarito inoltre di aver dotato la concessionaria di tutte le informazioni e del supporto tecnico necessari per il "censimento". Attività che ha portato alla rilevazione di 2.320 chilometri di strade comunali il 46% dei quali, dopo una prima scrematura, è risultato di interesse per passi carrabili. Ulteriori controlli hanno portato alla rilevazione di 24mila siti dai quali sono stati estrapolati i 14.256 avvisi bonari inviati ai contribuenti perugini. Bollettini sui quali il Comune, per stessa ammissione di Naldini, non ha potuto operare alcun controllo non disponendo di computer sufficientemente potenti da poter leggere la mole di dati messa insieme dopo sette mesi di rilevazioni. Apparecchiature ordinate ma che non saranno operative prima di sei settimane. Degli avvisi inviati, ad oggi ne risultano in contestazione 700, «un range accettabile – per l’ assessore alla Mobilità, Roberto Ciccone – considerando la mole di avvisi inviati, ma nessuno verrà vessato». «E’ una situazione che ho trovato», ha detto l’ assessore al Bilancio, Livia Mercati mentre il consigliere Massimo Monni (Pdl) parla esplicitamente di «farsa». Intanto, è emerso che il Comune ha impiegato due anni, periodo 2005-2007, per rimettere in piedi il servizio Tosap e non avendo spazi sufficienti per tenere il data base, strumenti e documenti sono stati trasferiti all’ ufficio tributi dove è stata portata a termine l’ opera scoprendo già allora, a detta dell’ ingegner Naldini, circa 1500 contribuenti morosi. Non erano mai state censite intere frazioni. Quanto agli "evasori" attuali c’ è da registrare la dichiarazione quanto meno enigmatica con la quale il responsabile dell’ Uo Mobilità ha dichiarato che «nessun formale nulla osta alla spedizione degli avvisi bonari, peraltro non prevista dal capitolato di appalto, è stata mai data da questi uffici. Dogre Srl ha agito in piena autonomia dovendo esclusivamente provare a questo ente il rispetto delle indicazioni del capitolato ed in questo senso sono già iniziate le attività di verifica di questi uffici». Il Consiglio comunale, intanto, ieri ha iniziato la discussione sull’ annunciato rinvio al 30 giugno della scadenza dei bollettini. Restano alla finestra per ora le associazioni dei consumatori. «Per noi è indispensabile sapere cosa farà il Comune e chi sono i responsabili degli errori commessi», fa intanto sapere Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. Acu, Adoc, CittadinanzAttiva, Mdc, Unione nazionale e Movimento consumatori hanno intanto ribadito le ragioni che hanno portato alla firma del protocollo d’ intesa con il sindaco Boccali. «Sono state accettate due nostre pregiudiziali – dicono – la predisposizione di una procedura semplice tramite un modello di segnalazione degli errori e l’ istituzione presso l’ ufficio mobilità del comune di una sezione dedicata alla soluzione dei casi controversi». La prontezza del primo cittadino nell’ intervenire sulla vicenda è stata apprezzata da Uil Pensionati, il cui segretario regionale, Roberto Silvestri, auspica «adeguate sanzioni per funzionari comunali e della Dogre responsabili degli errori». Il sindacato è intervenuti anche su Prezzo Amico, «un accordo ancora solo cartaceo che necessita ancora di svariati passaggi, prima di rivendicarne, come fatto da altre sigle, la primogenitura».

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