18 Aprile 2010

Le assicurazioni? Rincari quadrupli rispetto all’ Europa

MILANO- Assicurazioni e banche regine dei rincari. Addirittura quattro volte superiori alla media Ue le prime, e più del doppio rispetto al resto d’ Europa le seconde. E non basta. Ci sono anche tariffe pubbliche e servizi locali che marciano in completa autonomia, abbondantemente sopra il tasso di inflazione. Non è l’ ennesimo allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori. A certificare la galoppata di prezzi e tariffe, sono questa volta il dipartimento del Tesoro del ministero dell’ Economia e l’ Osservatorio di Unioncamere. Dal 1996 a oggi i prezzi di molte delle voci che compongono la spesa delle famiglie italiane sono lievitate ben oltre la media dei Paesi di Eurolandia (con un solo settore nel quale si risparmia: sono le telecomunicazioni, che rispetto a 13 anni fa costano il 31% in meno). E quasi a rincarare la dose arriva l’ indagine Unioncamere: negli ultimi cinque anni gli aumenti delle tariffe pubbliche hanno sfiorato il 16% (quasi cinque in più dell’ inflazione), mentre i costi dei servizi locali nello stesso arco di tempo sono saliti del 20%. Secondo il Tesoro, la spesa che in questi 13 anni è aumentata di più è quella relativa alle assicurazioni, con una crescita del 131,3%, quattro volte rispetto alla zona euro (+35,3%). La galoppata della Rc auto (che per inciso è obbligatoria per legge), al pari degli altri prodotti assicurativi, colloca l’ Italia saldamente al primo posto rispetto al resto d’ Europa, seguita dal Regno Unito (+78,6%) e dalla Spagna (+67,4%). Ma non ci sono solo le assicurazioni a incidere in maniera pesante sull’ economia delle famiglie. I costi dei servizi finanziari, comparto nel quale rientrano anche quelli bancari, hanno registrato per esempio, con un +89,9%, un ritmo doppio rispetto a Eurolandia, dove l’ aumento è stato del 43%, e quadruplo nel raffronto con la Francia (+22,2%). Rincari record si sono registrati anche per gli affitti: il +49% dell’ Italia è secondo solo al +72,9% della Spagna e ben superiore al +28,1% della media europea. L’ elettricità risulta cresciuta del 36,2% (contro il +31,9% di Eurolandia), l’ acqua potabile è salita del 68,4% (41% in Europa), i rifiuti del 68,3% (+55,4%). Anche per lo shopping classico la spesa in Italia è aumentata ben più che altrove: +22,4% per l’ abbigliamento (+8,9% in Europa), mentre il +29,8% delle calzature si confronta con il +18,1% di Eurolandia e la spesa per i libri è salita del 34,2%, contro il +24,6% dell’ eurozona. Sorprendente, invece, il caso dei carburanti: l’ aumento del 36,1% è ben al di sotto rispetto ai rincari registrati in tutti gli altri Paesi presenti nello studio e inferiore alla media europea (+54,9%). A tutto questo si aggiunge l’ impennata delle tariffe pubbliche e locali (come tariffe postali, pedaggi autostradali, trasporti ferroviari, canone tv, raccolta rifiuti) che l’ Unioncamere ha messo sotto la lente in un arco di tempo più ristretto, dal 2005 al 2009, e che in cinque anni sono schizzate del 15,9% (a fronte di un tasso ufficiale di inflazione salito dell’ 11,2% nello stesso periodo). E i consumatori ripartono all’ attacco: per il Codacons i dati dimostrano come «l’ Italia sia la maglia nera d’ Europa», mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento del Governo che, ricordano, «si era impegnato a intervenire con il blocco delle tariffe».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this