15 Aprile 2010

PRIMA ANCORA della sentenza della Corte costituzionale, il Nucleo di polizia tributaria aveva effettuato delle verifiche fiscali

PERUGIA – PRIMA ANCORA della sentenza della Corte costituzionale, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza aveva effettuato delle verifiche fiscali sulla società che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani nella provincia di Perugia, inviando un verbale di contestazione all’ Agenzia delle entrate di Roma mediante il quale veniva spiegato che i cittadini non avrebbero dovuto continuare a pagare l’ Iva addebitata su quella che è già una tassa. IN ALTRI TERMINI su quella tassa non poteva essere applicata l’ Iva, il senso delle considerazioni delle fiamme gialle. La risposta non recepì il verbale, però, e dall’ altra parte il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) iniziò ad attivarsi affinché venissero attivate le procedure per la restituzione dei soldi ai contribuenti. LA GUARDIA DI FINANZA, dunque, come al solito interessata al cittadino. I magistrati della Consulta, attraverso il verdetto del luglio 2009 avevano stabilito che è illegittimo applicare un’ altra tassa quindi una doppia imposizione, perciò sono in arrivo una valanga di ricorsi. L’ indagine delle fiamme gialle, e il relativo verbale nel quale era spiegato che ai cittadini veniva corrisposta un’ imposta non dovuta, risalgono all’ anno 2008. E.B.
 

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