10 Aprile 2010

Ritardi e silenzi, l´ira dei pendolari “Attesa interminabile senza spiegazioni”

 
IERI alle 13.30, oltre dodici ore dopo l´incidente ferroviario a Recco, i treni in circolazione tra Genova e La Spezia registravano ritardi anche superiori alle due ore. Il Regionale 2295 ad esempio è arrivato alla stazione di Santa Margherita con 152 minuti di ritardo, l´Intercity 657 a Levanto ne aveva 140, l´Intercity 666 è arrivato a Recco 109 minuti dopo l´orario previsto. «E’ una vergogna che Trenitalia non sia in grado di gestire le emergenze – denuncia Carlo Palmieri, del Comitato Pendolari Liguri – gli incidenti possono anche accadere, ma in questi casi deve funzionare un´organizzazione che eviti di paralizzare tutto il traffico ferroviario. Invece non sono stati in grado di gestire neanche l´informazione: io sono partito da Spezia ore dopo l´incidente, senza che alcuno avesse detto qualcosa, poi sono rimasto fermo a Sestri Levante, ascoltando annunci di ritardi che si protraevano dai venti minuti, a quaranta, a un´ora, sempre senza spiegazioni». In seguito all´incidente il traffico ferroviario si è svolto in quel tratto su un solo binario fino a ieri pomeriggio, per tutta la giornata i treni già a Spezia si fermavano per dare precedenza a quelli già in coda e di qui i ritardi sempre più pesanti. «Sempre alla stazione di Sestri Levante – racconta ancora Palmieri – è stato annunciata la possibilità di utilizzare un treno normalmente interdetto alla salita dei viaggiatori, perché composto da vagoni letto: ebbene, il personale di bordo si rifiutava di far salire la grande massa di lavoratori dimostrando una rigidità mentale davvero fastidiosa». I pendolari denunciano anche la mancata organizzazione di un servizio alternativo di bus per permettere ai viaggiatori di raggiungere comunque i loro luoghi di destinazione. «In passato era praticamente automatico, quando si verificavano problemi sulla linea in breve tempo arrivavano i pullman – racconta Sonia Zarino, del Coordinamento Pendolari Liguri – ma da tempo questo non accade praticamente mai. Evidentemente Trenitalia vuole risparmiare sui costi e preferisce scaricare i disservizi sui viaggiatori». Il Codacons invece si domanda come sia possibile che un incidente non grave come questo possa avere ripercussioni così pesanti e produrre danni di tale entità e per così tanto tempo. «La risposta – secondo l´organizzazione dei consumatori – è nella riduzione del personale preposto ai lavori di manutenzione e ripristino della linea, negli scarsi investimenti destinati alle infrastrutture ferroviarie e al materiale rotabile». Il consigliere regionale Pdl Raffaella Della Bianca annuncia infine un´interrogazione all´assessore ai trasporti per chiedere spiegazione «a questo ennesimo incidente sulla tratta ferroviaria che attraversa la nostra Regione, un fatto grave che ha coinvolto anche cinque lavoratori rimasti feriti ed ai quali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza». (n.c.)

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