7 Aprile 2010

BENZINA: ANCORA RIALZI; CONSUMATORI, GOVERNO INTERVENGA/ANSA

GESTORI, SCANDALO INESISTENTE, PREZZI ALTI PER SERVIZI OFFERTI

(ANSA) – ROMA, 7 APR – Non si arresta la corsa dei prezzi dei
carburanti. Dopo i rincari annunciati ieri, anche oggi alcune
compagnie hanno ritoccato i listini all’insù, portando la verde
ad un massimo di 1,427 euro. Al punto da spingere i consumatori
a chiedere con sempre più insistenza un intervento immediato
del governo, almeno sul fronte fiscale.
   Secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana,
se Agip, Api/Ip e Esso rimangono ferme ormai da tre settimane,
si muovono invece la Shell, che ha portato a 1,427 euro il
prezzo della benzina e a 1,254 euro quello del gasolio, la
Tamoil, salita fino a 1,419 euro per la verde e 1,249 euro al
litro per il diesel e la Total dove il prezzo della benzina è
arrivato a 1,424 euro al litro e quello del gasolio a 1,254
euro. Ma in alcuni distributori, in particolare in regioni come
Campania, Liguria e Marche dove vigono addizionali sulle accise,
i listini della verde superano già 1,45 euro al litro.
   Con i rincari si scatenano anche denunce e polemiche. I
consumatori scendono infatti ancora una volta in campo e, così
come le compagnie petrolifere, "aggiornano" anche loro i
calcoli sulle ricadute degli aumenti. Il Codacons teme un
effetto non indifferente, pari allo 0,3%, sull’inflazione,
mentre secondo Adusbef e Federconsumatori, se il prezzo delle
verde dovesse mantenersi sopra 1,42 euro al litro, l’impatto
sulle tasche degli italiani salirebbe dai 210 euro l’anno
previsti fino alla scorsa settimana a ben 254 euro. Una cifra
"non insopportabile, ma rovinosa", accusano. I consumatori
invocano dunque un intervento immediato per dare sollievo alle
famiglie: l’unico che potrebbe essere deciso ed avere effetti
all’istante – insistono – è quello fiscale, sterilizzando l’Iva
ed introducendo l’accisa mobile. Tutte le altre misure su cui il
governo ha annunciato di star lavorando (potenziamento dei self
service, razionalizzazione delle rete) richiederebbero infatti
molto tempo per essere implementate.
   Contro i calcoli dei consumatori interviene però la
federazione dei gestori Figisc, che giudica quello di questi
giorni uno "scandalo inesistente". Secondo il presidente Luca
Squeri, infatti, "non è vero come dicono Adusbef e
Federconsumatori che la benzina è aumentata dal 1 marzo di 10
centesimi. L’aumento è stato di 4,6 centesimi, dovuto ad un
rialzo delle materie prime di 3,8, cui si aggiunge l’Iva. In
Italia – ha spiegato – il prezzo industriale è superiore di 3-4
centesimi rispetto alla media europea" ma questo "dipende
dalla peculiarità dei nostri impianti che sono ‘serviti’ e
‘sotto casa’. Tutti servizi che gli italiani apprezzano".

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this