Benzina, riparte la corsa La verde a 1,425 euro
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Finita la (finta) tregua pasquale, i prezzi dei carburanti sono tornati a volare. Due compagnie petrolifere, la Q8 e la Erg, hanno sfondato il tetto di 1,40 euro il litro per la benzina verde, portando i prezzi a 1,425 e 1,418 euro/litro. A sua volta, il gasolio salito a 1,259 e 1,244 euro il litro. Le altre compagnie per ora sono ferme, ma con prezzi superiori a 1,40 euro/litro. E sale il malcontento nel popolo dei consumatori che chiedono al governo di muoversi, di bloccare questa corsa all’ inflazione. L’ inatteso rialzo discende dal prezzo del greggio, che ha toccato gli 86 dollari il barile, e dai rincari sui mercati del Mediterraneo, dove la benzina salita di colpo di 14 euro ogni mille litri, e il gasolio auto di 9 euro. Il gasolio per riscaldamento aumentato di 8 euro per mille chili. Il prezzo medio della benzina si aggira sui 1.034 euro per mille litro al Nord; 1.044 al Centro e 1.053 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra Nord e Centro di 4 euro e tra Centro e Sud pi Isole di 8. La stangata di Pasqua stata valutata dal Codacons in 19 milioni di euro. Il presidente dell’ organizzazione, Carlo Rienzi, accusa il governo di essere succube delle compagnie petrolifere. Non ha liberalizzato il settore, per favorire l’ ingresso sul mercato di nuovi concorrenti, come la grande distribuzione e le pompe bianche, cio i distributori non legati ad un determinato marchio. Non ha nemmeno applicato le norme sulla trasparenza dei prezzi, con l’ obbligo per i distributori (come previsto dalle leggi) di esporre cartelloni e insegne luminose con prezzi visibili. Secondo Carlo Pileri, presidente dell’ Adoc, necessario un taglio delle accise di 30 centesimi, in particolare abolendo quelle nate per eventi eccezionali, dalla guerra di Abissinia ai terremoti. Insomma, noi paghiamo ancora aumenti di imposta decisi da Mussolini o da governi successivi, per eventi che risalgono fino a 70 anni fa. Tagliando queste accise, che pesano per il 21% sul costo finale della benzina, avremmo un risparmio di circa 360 euro l’ anno. Federconsumatori e Adusbef, in una nota congiunta, fanno osservare che se continua cos, con aumenti continui del prezzo dei carburanti, che hanno gi determinato aumenti, sia per costi diretti che per quelli indiretti, pari a 210 euro annui, il rischio che si arrivi ad una situazione ancora pi insostenibile per le famiglie italiane, gi colpite da una vasta serie di rincari e in precarie condizioni economiche. Pertanto, le due organizzazioni chiedono, per l’ ennesima volta, che si intervenga sull’ intera filiera. E’ ineludibile poi la sterilizzazione degli aumenti Iva, con l’ attuazione dell’ accisa mobile, in modo da compensare tali aumenti e rendere stabile la tassazione sui carburanti. I consumatori fanno i conti e spiegano che ogni centesimo di pi il litro sui carburanti produce 15 milioni per la benzina e 25 per il gasolio che qualcuno incassa in pi al mese. Tra marzo e aprile c’ stata una variazione di circa dieci centesimi, per un totale di 400 milioni di euro, di cui 80 milioni sono stati prelevati dal fisco. E’ necessaria una riforma, ma – come accade spesso in Italia – la riforma c’ , la famosa lenzuolata del ministro Bersani al tempo del governo Prodi. Le Regioni e altri centri politici bloccarono, per motivi elettorali, le misure sulla distribuzione. Cos non si pu fare benzina al supermercato; il benzinaio non vende giornali, accessori per auto o altri prodotti non oil, che farebbero scendere i prezzi della benzina. Secondo le ultime notizie, un tavolo carburanti si riunirebbe questa settimana al ministero dello Sviluppo cconomico, con il sottosegretario Saglia. Tra i punti in discussione la chiusura di un certo numero di impianti, l’ aumento del self service e il passaggio dai prezzi giornalieri a quelli settimanali. Ma i benzinai della Figisc fanno notare che su 140 centesimi di prezzo della benzina, 80 sono di tasse. Il prezzo della materia prima di 45 centesimi; 12 vanno al sistema industriale e solo 4 ai gestori.
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