7 Aprile 2010

Benzina alle stelle, la “verde” vola a 1,425

 
Dopo la tregua pasquale nuova impennata dei carburanti. Il greggio supera quota 87 dollari

  
 
 ROMAFinisce la "tregua" pasquale, i prezzi riprendono a salire e, con essi, ripartono le polemiche. A mettere mano ai prezzi, dopo molti giorni di tranquillità seguiti ai maxi aumenti della metà di marzo, sono stati ieri Q8 ed Erg. La Q8, in particolare, stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, ritocca la benzina di 1,5 centesimi portandola a 1,425 euro e il gasolio di 2 centesimi a 1,259 euro. La Erg, invece, aumenta i prezzi di entrambi i prodotti di 1 centesimo portando la verde a 1,418 euro e il gasolio a 1,244 euro. La benzina verde a Ischia (Napoli) è schizzata da giorni addirittura a 1,50 al litro e il diesel a 1,301 al litro. Sul controesodo pasquale, calcola dunque il Codacons, si abbatte così una stangata da 19 milioni di euro: «Come dimostrano i dati Istat resi noti nei giorni scorsi – osserva il presidente Carlo Rienzi – i continui rialzi della benzina hanno già innescato un meccanismo moltiplicativo sui prezzi, in particolare su tutta la merce trasportata su gomma e rischiano di scatenare pericolosissime aspettative di inflazione». Per questo il Governo dovrebbe liberalizzare il settore, «favorendo l’ingresso di nuovi competitori, come la grande distribuzione e le pompe bianche, e la trasparenza dei prezzi». Ma non è questa l’unica ricetta suggerita: per Adusbef e Federconsumatori la strada da seguire è «sterilizzare gli aumenti Iva e introdurre l’accisa mobile sui carburanti». La palla, in ogni caso, è nelle mani del governo. Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, nei giorni scorsi ha promesso una sollecita convocazione del tavolo carburanti con compagnie, gestori e Regioni che, secondo quanto si apprende, potrebbe arrivare anche questa settimana.
Le polemiche «assolutamente infondate e strumentali» innescate anche dagli articoli di stampa dei giorni scorsi sui prezzi dei carburanti, afferma l’Unione Petrolifera in una nota, «denotano la superficialità ed approssimazione con la quale alcune associazioni dei consumatori, ed alcuni organi di stampa sono abituati a trattare la materia». «Ignorare infatti i recenti aumenti registrati nelle quotazioni internazionali dei carburanti e riflessi solo in parte nei prezzi interni, ed accusare di manovre speculative le aziende – prosegue l’Unione Petrolifera – vuol dire essere in malafede o negare l’evidenza».
Intanto il prezzo del petrolio è salito ieri ai massimi da 18 mesi, sopra quota 87 dollari al barile.
 
 

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