Benzina oltre quota 1,42 Si riaccende la polemica
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fonte:
- Avvenire
P assata la festa… salassati gli automobilisti. Finita la tregua pasquale, i prezzi dei carburanti hanno ripreso a salire. Con l’inevitabile contorno di polemiche, alimentate da chi chiede che il governo faccia qualcosa. A rimettersi in moto per prime, dopo i maxi-aumenti di metà marzo, sono state ieri Q8 ed Erg. La prima soprattutto, in base alla rilevazione della Staffetta Quotidiana,
ha ritoccato la benzina di 1 centesimo e mezzo portandola a 1,425 euro al litro e il gasolio di 2 centesimi (sfiora 1,26 euro). Più contenuti – di 1 solo centesimo – i rialzi decisi da Erg: la società della famiglia Garrone ha portato la ‘verde’ a 1,418 euro. Ferme, per ora, le altre compagnie, ma tanto basta al Codacons per parlare di un effetto da ben «19 milioni di euro » sul contro-esodo di questi giorni perché, come sostiene il presidente Carlo Rienzi citando recenti dati Istat, «i continui rialzi della benzina hanno già innescato un meccanismo moltiplicativo sui prezzi, in particolare su tutta la merce trasportata su gomma».
Sono tutte le associazioni dei consumatori a intervenire, provocando la replica dell’Unione Petrolifera che, tirando in ballo esplicitamente anche il Corriere della sera ( che venerdì scorso aveva aperto la prima pagina titolando «Benzina, il prezzo scandalo» ) denuncia «la superficialità e approssimazione» con cui alcuni trattano la materia, per di più «ignorando i recenti aumenti registrati nelle quotazioni internazionali dei carburanti», e arriva a minacciare azioni legali per le accuse «infondate e strumentali» mosse alle compagnie.
Va ricordato che, stavolta, agli effetti dei rialzi subiti dalle quotazioni del petrolio (tornato ieri a New York sopra gli 87 dollari al barile, ai massimi da ottobre 2008 e contro una media di 62 dollari tenuta l’anno scorso), si aggiungono quelli dell’indebolimento dell’euro visto che l’oro nero viene quotato, per l’appunto, in dollari e non in euro. Peraltro, osservano gli analisti, proprio il dollaro più forte dovrebbe frenare la crescita dei prezzi del greggio, ma questo invece non avviene.
Le polemiche hanno attirato, sempre secondo quanto segnala Staffetta Quotidiana, l’attenzione anche dell’Antitrust, che ha inviato alle società petrolifere una richiesta di chiarimento sull’andamento dei prezzi in marzo e ora attende le risposte entro il 12 aprile. Sulla stessa linea dei petrolieri dell’Up sono i benzinai della Figisc- Confcommercio che, con il segretario Luca Squeri, parlano di «scandalo inesistente», alimentato da «suggestioni mediatiche e tentazioni decisionistiche sul settore», e si dicono pertanto contrari all’ipotesi di un decreto governativo. Lo stesso che, al contrario, invocano i consumatori e l’opposizione politica. Se il Codacons è per la liberalizzazione drastica del settore, per Adusbef e Federconsumatori la strada da seguire è «sterilizzare gli aumenti Iva e introdurre l’accisa mobile», evitando così il meccanismo per cui a ogni rialzo del prezzo anche lo Stato aumenta le entrate procurate dai carburanti. Per un’altra associazione dei consumatori, l’Adoc, la soluzione è invece nella riduzione secca delle accise: «Occorre abolire quelle introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per ottenere un taglio di 30 centesimi di euro, Iva compresa, sul prezzo al consumo di un litro di benzina – dichiara il presidente Carlo Pileri –. Molte delle accise furono introdotte – prosegue – in seguito a eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, il terremoto del Belice del 1968 o quello dell’Irpinia dell’80». Il risultato, oggi, è che «solo queste accise incidono sul costo finale delle benzina per il 21%, tagliandole si otterrebbe un risparmio di circa 360 euro l’anno per automobilista ». Un intervento immediato è sollecitato inoltre dal Pd con Andrea Lulli. Mentre il Pdci propone «un’inchiesta su vasta scala».
Controesodo salato per gli automobilisti. Dopo le feste, i rincari I consumatori: una stangata da 19 milioni di euro. I petrolieri: nessuna speculazione
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