Il petrolio corre e infiamma la benzina I consumatori: “Bloccate il caro Iva”
MILANO – NON SI FERMA la corsa del prezzo del petrolio che ieri a New York ha superato gli 87 dollari al barile, livello massimo dall’ ottobre del 2008, cioè dal crac della Lehman Brothers. Un’ escalation che dura da un paio di settimane e che ha già cominciato a scaricarsi sulle pompe di benzina. Prima di Pasqua alcune compagnie petrolifere avevano sfiorato la soglia di 1,40 euro al litro per la benzina e 1,25 per il gasolio. Ieri, dopo la tregua pasquale, i distributori Q8 hanno ritoccato la benzina di 1,5 centesimi al litro portandola a 1,425 mentre il gasolio è salito a 1,259. Anche la Erg ha aggiunto 1 centesimo al litro arrivando a 1,418 per il carburante verde mentre la Shell ha già toccato gli 1,422. UNA VERA e propria stangata per il «pieno» degli italiani che tornano dalle vacanze: il Codacons ha calcolato un rientro molto amaro con una sovrattassa di 19 milioni di euro. Il tema benzina sta diventando cruciale non solo per gli automobilisti ma anche per il Governo, considerando l’ effetto inflattivo che ha il prezzo del carburante. Le associazioni dei consumatori tornano all’ attacco e criticano l’ inerzia del Governo: «E’ da un anno che annuncia la riforma del settore senza aver preso però un solo provvedimento» ricorda Carlo Renzi, presidente di Codacons. Adusbef e Federconsumatori chiedono di sterilizzare gli aumenti dell’ Iva e di introdurre l’ accisa mobile sui carburanti in modo da compensare gli aumenti di prezzo e rendere così stabile la tassazione. «E’ improponibile che l’ Erario aumenti i propri guadagni, quando aumentano i prezzi». Si calcola che il prezzo medio di un pieno di benzina è aumentato di 10 euro dall’ anno scorso, mentre i rincari pesano sulle tasche degli utenti – fra costi diretti e indiretti – per circa 210 euro all’ anno. L’ Unione petrolifera dal canto suo respinge le accuse di manovre speculative e minaccia querele per diffamazione, rinviando la responsabilità dei rincari alle quotazioni del petrolio. Ora i riflettori sono concentrati sulle mosse del Governo. Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ha promesso una rapida convocazione del tavolo-carburanti con compagnie, gestori e Regioni. Tra i punti in discussione la chiusura di un certo numero di distributori «marginali», l’ aumento degli impianti self-service, il passaggio dai prezzi giornalieri a quelli settimanali. Lo strumento potrebbe essere quello di una legge delega per disciplinare l’ intero settore, con provvedimenti in via amministrativa per tamponare l’ emergenza. NEL FRATTEMPO le attese di miglioramento dell’ economia Usa mettono in tensione i prezzi del greggio Wti che ieri ha New York ha superato gli 87 dollari al barile. L’ accelerazione della crescita mondiale e il gioco della speculazione mediante i contratti-future potrebbero far partire un nuovo boom dell’ oro nero, di pari passo con l’ impennata delle principali materie prime, dagli alimentari ai metalli, sostenuta dalla domanda cinese.
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