3 Aprile 2010

Il deficit sale al 5,2% del Pil E’ il dato peggiore dal 1996

MILANO – LA CRISI del 2009 ha lasciato segni pesanti anche sui conti pubblici italiani: meno entrate, più spese, maggior deficit. Nell’ anno più nero della recessione, infatti, il disavanzo corrente ha raggiunto il 5,2% del Pil, cioè è quasi raddoppiato rispetto al 2,7% del 2008. Anche nel quarto trimestre dell’ anno scorso il deficit è rimasto alto, al 4,5% del Pil. Si tratta del peggior risultato da moltissimi anni, esattamente dal 1996. Lo ha confermato ieri l’ Istat, precisando che se poi si contabilizzano gli effetti delle operazioni di swap, il rapporto sale al 5,3% , in linea peraltro con le previsioni del Governo. Non solo: per la prima volta da quasi vent’ anni (1991) è diventato negativo anche l’ avanzo primario, cioè il rapporto fra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito. Il saldo di bilancio è stato negativo dello 0,6% contro un avanzo positivo del 2,5% registrato nel 2008. Negativo anche il saldo corrente, cioè il dato sul risparmio pubblico: -2% nel 2009. «Un fatto gravissimo – commenta l’ associazione di consumatori Codacons – che dimostra il fallimento della politica economica del Governo». IL PEGGIORAMENTO del deficit è il risultato combinato del drastico calo del Pil (cioè della ricchezza prodotta nel 2009) sceso del 5,1%, e dell’ aumento della spesa pubblica che nello stessi periodo è cresciuta del 3%. A fronte di queste maggiori uscite le entrate hanno registrato un netto calo del 2%. Le sole entrate correnti nel quarto trimestre del 2009 sono crollate del 3,7% con una diminuzione record delle imposte dirette (-9%). Unico effetto positivo è quello ottenuto con lo scudo fiscale, che ha permesso al Tesoro di contabilizzare 5 miliardi di entrate in conto capitale nell’ ultimo trimestre del 2009. La fotografia dei conti pubblici scattata dall’ Istat è quindi tutt’ altro che rassicurante, considerando proprio il saldo primario negativo. A questo, poi, bisogna aggiungere la spesa per interessi passivi che ammonta a circa 82 miliardi l’ anno ma che è stata aiutata finora da tassi di interesse molto bassi, al minimo storico. La spesa al servizio del debito pare quindi destinata ad aumentare ed è stimata intorno ai 102 miliardi di euro nel 2012, quando la dinamica dei tassi riprenderà a salire. Non sarà quindi una passeggiata il piano italiano di rientro nei parametri di Maastricht. NELL’ AGGIORNAMENTO del programma di stabilità 2009-2012 presentato dall’ Italia a Bruxelles è infatti previsto di riportare il rapporto deficit-Pil al di sotto della soglia del 3% entro il 2012, così come richiesto dall’ Unione Europea. In particolare, la marcia di rientro prevede di ridurre il deficit al 5% quest’ anno, al 3,9% nel 2011 e al 2,7 nel 2012. Il Governo si è anche impegnato a ritornare ad un avanzo primario positivo già nel 2011.
 

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