31 Marzo 2010

Maxi ammanchi, Unicredit risarcisce anche gli ultimi risparmiatori beffati

Due «svolte» importanti nella clamorosa vicenda dei maxi ammanchi alla filiale Unicredit di via Gattalupa. Se l’ inchiesta in procura sta giungendo al «dunque» con la consegna al pm Katia Marino della corposa informativa della guardia di finanza che da sei mesi sta lavorando intensamente sul caso, in contemporanea la banca sta affrontando gli ultimi incontri finalizzati alla chiusura dei contenziosi con i clienti raggirati (rappresentati non solo dal Codacons ma anche da un nutrito numero di avvocati reggiani). Fra l’ altro proprio sul fronte dei piccoli risparmiatori – per l’ accusa rimasti vittima delle gravi irregolarità commesse dall’ ex direttrice Maria Carmela Maniscalco – sono «fioccati» ulteriori esposti nell’ ultimo periodo ed ora sarebbe stata abbondantemente superata la quota di 250 posizioni (relative a conti correnti e investimenti in titoli) che l’ Unicredit ha dovuto sanare. Una non facile ricostruzione di movimenti bancari «sospetti» (soprattutto quelli incentrati sui patrimoni più rilevanti) che ora sarebbe in dirittura d’ arrivo. Se la banca sta «sprintando» per arrivare alla definizione di tutte le posizioni, non è stato certo minore l’ impegno dei finanzieri che si sono trovati di fronte ad accertamenti a dir poco complessi, ora confluiti in un rapporto che presto dovrebbe finire sul tavolo del pm Marino che coordina le indagini. L’ ex direttrice della filiale dello scandalo rimane l’ unica indagata: è accusata di appropriazione indebita nei confronti di terzi. Ma da sempre la Maniscalco – difesa dai legali Giovanni Tarquini e Paola Fontana – dice di non aver preso un soldo. Iscritta da settembre nel registro degli indagati, l’ ex direttrice ha perso il lavoro e ha subìto minacce in più di un’ occasione.

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