31 Marzo 2010

CI HANNO ridato gli occhialini.

CI HANNO ridato gli occhialini. Le doppie lenti, piccole e tonde, con le quali il maestro di una scuola elementare che non c’ è più consultava il registro per interrogarci? No, gli occhialini tridimensionali. Quelli che fanno uscire il cinema dal grande schermo per farlo correre nella sala a caccia degli spettatori. Un’ illusione ottica, certo. Un cappello colorato, tipo quello dell’ ombrellaio magico, su una realtà orfana di colori. Ma una miscela di successo: e che dal 23 marzo era in castigo. In castigo da quando tutti gli occhialini erano stati sequestrati. Ventiquattromila in un colpo solo, tra la cassa e soprattutto i magazzini della multisala. Occhialini «usa e getta», chiusi nella loro brava bustina di plastica. Ma pericolosi, almeno secondo la denuncia del Codacons: denuncia alla quale , se non altro per prudenza, era stata data retta, disponendo il maxisequestro attraverso un decreto emesso dal magistrato inquirente. Ma che ieri il tribunale del riesame ha revocato. Revocato con applicazione immediata. Già da oggi gli occhialini torneranno al loro posto. E al loro posto torneranno i film che durante i giorni del castigo erano stati proiettati nel vecchio stile. A VINCERE il braccio di ferro è stata l’ Uci, difesa da Alberto Biffani, un noto avvocato romano. Che ha impugnato la causa di quel sequestro. La causa, in pratica, era la mancanza sugli occhiali del marchio «CE». Sta per Comunità Europea e i genitori lo conoscono bene: perché è anche il marchio di garanzia di tanti giocattoli dei loro figli. Se c’ è tutto è a posto, se non c’ è perfino i balocchi potrebbero nascondere qualche rischio per i bambini. E proprio su quella linea si è mossa la difesa. Gli occhialini, ha obiettato in sostanza, non sono nè giocattoli, nè occhiali da sole nè tantomeno occhiali da vista. Insomma, quel marchio non deve esserci. E non contenta ha anche ricordato che quel marchio manca da tutti gli occhialini uguali. Utilizzati in Europa come in Italia. DI CERTO usati nei vari cinema della Uci, un colosso delle multisale, ma dei quali solo il gigante aretino era stato privato. Sequestri, certo, ce n’ erano stati anche altrove: e del resto è una vicenda che ancora promette sorprese. Gli occhialini hanno invaso il mondo, forse prima che sulla loro natura fosse fatta piena chiarezza. Dal suo campo l’ Uci però non demorde. Marchio a parte infatti assicura di «garantire la trasparenza e la completezza delle informazioni fornite al pubblico sul prodotto, sconsigliando l’ uso per i bambini sotto i sei anni nonché un uso prolungato agli stessi adulti». Da oggi si riparte. E vedremo se, come sta avvenendo in altre sale, sarà anche allungato l’ intervallo: con gli occhialini in tasca e le mani affondate nel popcorn, anche se non è poi detto che in quelle quantità faccia meno male. Due i film che saluteranno il secondo battesimo del «3D». Alice nel paese delle meraviglie, le cui proiezioni tridimensionali erano state interrotte sul più bello. E il neoarrivato «Dragon Trailer», un dragone che butta fuoco come una fontana, disegnato dai maghi della Disney in fuga verso i rivali della Dreamworks. E con gli occhialini tornano i biglietti salatissimi di quelle proiezioni, ben noti a migliaia di aretini per settimane in coda davanti ad «Avatar». I vertici della catena ora stanno meditando se chiedere i danni di questo prolungato castigo. O se si accontenteranno, come nella scuola elementare di un tempo, della promessa di non farlo più.
 

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