Cellini: “Dura arrivare al recupero dei soldi” Cricca: “C’ è fiducia”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
C’ E’ CHI , come Valerio Cellini (foto sopra) , si rilassa con una passeggiata al sole nell’ ultima domenica di marzo e chi, invece, come Massimo Cricca (foto sotto) è occupato ai seggi. Ma la testa di entrambi i responsabili dei comitati dei soci, Carspac 1 e Carspac 2, è rivolta già al lunedì quando, nell’ aula B di Palazzo di giustizia, si aprirà ufficialmente il maxi processo sul crac della Coopcostruttori. «Sensazioni? – dice sorridendo il primo – Spero vivamente che cominci e finisca presto. Come Carspac ci siamo costituiti parte civile nei confronti della «banda» dei quattro (Donigaglia, Ricci Maccarini, Dal Pozzo, Verlicchi, ndr ) e delle società di certificazione, ma sono convinto che ottenere i nostri soldi sarà davvero molto ma molto dura». Perlomeno, sussurra, ad un processo ci si è arrivati ma «non dimentichiamoci che sono passati già sette anni dal fallimento (luglio 2003)». Tecnicamente, i loro crediti sono definiti chirografari. Non rientrano, cioè, tra quelli privilegiati, ossia che devono essere coperti in via preferenziale in caso di fallimento. Come è il caso, per esempio, degli stipendi dei dipendenti. Significa che prima dovranno essere rimborsati i fornitori e le banche, poi, alla fine – sempre che avanzino ancora dei soldi – toccherà a questa categoria di soci. «Noi, per fortuna, – riprende Cellini – abbiamo puntato sul confronto/scontro con la Lega delle cooperative e oggi siamo a buon punto e contiamo di arrivare a qualche risultato». Chi ha maggiore fiducia sono invece i ‘ cugini’ del Carspac 2: «Da questo processo – dice Cricca – confidiamo possa essere ristabilita una volta per tutte la verità e i motivi che hanno portato le forze politiche e LegaCoop a fare morire la cooperativa. Con lei è morta tutta l’ economia argentana e ferrarese: l’ 80% della ricchezza era portata dalla Costruttori, ora Argenta è un paese di poveri e pensionati». Le responsabilità contabili, secondo il portavoce del comitato aderente al Codacons, «le abbiamo già capite», ecco perché ora «vogliamo sapere i motivi per cui il Pd, che ad Argenta amministrava il Comune e la Lega, non è intervenuto per salvare la nostra azienda. Spero – chiude – che oltre alle responsabilità di tipo contabile vengano fuori quelle morali e politiche a carico di tanti altri soggetti ancora nell’ ombra». n.b.
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