19 Marzo 2010

3D: INDUSTRIA CINEMA, ALLARME OCCHIALI E’ UNA MONTATURA/ANSA

CHIEDONO UN TAVOLO A MINISTERO SANITA’

(ANSA) – 19 MAR – L’industria cinema è molto irritata per la
cattiva informazione sugli occhialini 3D che ha provocato in
questi giorni anche immotivati sequestri (é accaduto a
Viareggio e Arezzo) e oggi così a Roma ha indetto un convegno
sul tema, dal titolo ironico ‘Occhiali 3D: una montatura
orribile’, in occasione del quale ha chiesto un tavolo al
ministero della Sanità e minacciato anche, come ultima ratio,
di coinvolgere nella protesta gli stessi spettatori.
   Insomma quella che poteva essere una grande risorsa per il
cinema, ovvero il 3d, che ha fatto lievitare quest’anno gli
incassi del 30%, sta diventando un problema per le indicazioni
(per ora non vincolanti) del Consiglio superiore di Sanità, per
il quale gli occhialini dovrebbero essere sconsigliati ai minori
di sei anni e  preferibilmente monouso.
   "E’ una montatura orribile – dice Paolo Protti dell’Anec – e
lo dico da imprenditore e da cittadino. La tutela degli
spettatori è una cosa alla quale teniamo molto, ma è anche
legata a una corretta informazione (il presidente fa riferimento
a una informativa del Codacons, a suo dire piena di
imprecisioni, che ha montato il caso, ndr). Ad esempio, per
quanto riguarda il sequestro degli occhialini monouso perché
sarebbe mancato il marchio Ce, va detto che non c’é nessuna
normativa in merito". E aggiunge il presidente degli esercenti:
 "Chiediamo così di istituire un tavolo con il ministero delle
Sanità che tenga conto della consultazione degli esperti delle
tecnologie come di quelli della salute".
   All’incontro di questa mattina è presente anche Corrado
Balacco Gabrieli, professore oftalmologo della Sapienza di Roma:
"Non c’é nessun pericolo nell’uso delle lenti. Gli unici tre o
quattro casi rilevati sono di bambini al di sotto dei dieci anni
che hanno provato affaticamento perché avevano problemi di
natura visiva non adeguatamente corretti o mai riscontrati".
Per le lenti non monouso, aggiunge la collega Elena Pacella,
"basta usare della comune amuchina, ovvero basta disinfettare e
non sterilizzare".
   Al convegno, alla presenza di Carlo Bernaschi (Anem) e dei
presidenti Paolo Ferrari (Anica) e Alberto Francesconi (Agis)e
di Richard Borg, vicepresidente Anica, c’é anche chi propone di
fare una serrata se non si chiariscono subito le cose che
riguardano il destino di 500 schermi italiani. Nessuna voglia di
rivalersi in tribunale contro il Codacons, ma casomai di fare un
ricorso al Tar del Lazio se dovesse proseguire quella che per
l’industria cinema appare una vera e propria caccia alla streghe
che non ha precedenti in nessuna parte del mondo. (ANSA).
 

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