18 Marzo 2010

Sul bancario sotto inchiesta la scure del Codacons

«L A CARIM sbaglia se pensa di cavarsela con il rimborso dei soldi e le parole di scuse. Questa vicenda non può finire con una bella pacca sulla spalla e via I riminesi che hanno i conti e i depositi nella filiale del Caar hanno diritto a essere risarciti per i danni patrimoniali, e anche per quelli morali». E il Codacons è pronto a dare battaglia per far sì che questo diritto venga rispettato. «Alcuni operatori che hanno i conti al Caar ci hanno già contattato – rivela il responsabile dell’ associazione consumatori per l’ Emilia Romagna, Bruno Barbieri – ma siamo solo all’ inizio. Non è ancora chiaro quanti siano i conti su cui il dipendente della filiale ha agito, spostando in maniera illegittima i soldi da un deposito all’ altro. Nemmeno la banca conosce esattamente la situazione». Si sa solo, per ora, che le operazioni a dir poco anomale hanno interessato una cifra di oltre 2 milioni di euro. La Carim ha già provveduto a segnalare alla Procura la vicenda, e prenderà provvedimenti nei confronti del direttore della filiale (che sarà licenziato). Inoltre ha rassicurato i correntisti sul rimborso dei soldi spariti dai loro conti. «Ma questo non basta – insiste Barbieri – Alcuni operatori hanno subito certamente dei danni provocati dagli ammanchi sui loro conti, e poi ci sono i danni morali. Insomma, la banca non può pensare di cavarsela così». Il Codacons conosce bene la materia. E’ intervenuto per un caso analogo a Reggio Emilia: «Qui le cifre in gioco erano molto più alte: si parla di 20, 25 milioni di euro, e di circa 270 correntisti». Il caso finì anche su Striscia la notizia, ma «per fortuna si arrivò a un accordo, e la banca sta ora liquidando gli ultimi risarcimenti». E lo stesso il Codacons si aspetta dalla Carim. «Con la buona volontà della banca, si può arrivare a chiudere un accordo, esaminando caso per caso le diverse situazioni, entro l’ estate. In caso contrario, saremo costretti a passare alle vie legali. Noi vogliamo evitare una causa, ma è evidente che la Carim deve fare la sua parte. E se verrà avviato un procedimento penale nei confronti del dipendente infedele, senza dubbio ci costituiremo parte civile».

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