“Due giovani si sono uccisi”
BARI – NEL CORSO dell’ udienza preliminare del processo si sono costituiti parte civile, oltre alle vittime della setta (almeno 10.000 gli adepti), anche il Cesap, Centro studi abusi psicologici, la Favis, associazione nazionale familiari vittime delle sette di Rimini, e il Codacons. E’ proprio la presidente del Cesap, la psicologa e consulente criminologa Lorita Tinelli a lanciare un appello a tutte le vittime di Arkeon affinché aprano gli occhi: «Per la gran parte degli appartenenti alla setta, i soprusi subìti non sembrano neanche tali. Pensate che uno dei maestri, che operava a Milano, e per il quale parte del processo è stata stralciata e affidata al tribunale del capoluogo lombardo, si recava dagli adepti per sottolineare la teoria delle violenze sessuali subite da piccoli. A chi sosteneva di non ricordarle, applicava il suo metodo, abusando di loro. Solo una o due persone delle tantissime vittime, hanno avuto la lucidità di denunciarlo». Tinelli ricorda anche alcuni casi di gesti estremi: «Al momento ci sono due suicidi accertati attribuibili alla setta e un caso di istigazione commesso ai danni di un ragazzo che ha denunciato».
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