Condannata la Carismi
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fonte:
- il Tirreno
SAN MINIATO. Il Tribunale di Prato ha condannato la Cassa di risparmio di San Miniato spa a risarcire, a due cittadini pratesi, 4mila euro per un’ ingiusta ipoteca e circa 33mila euro di spese legali. Nell’ agosto del 2007, infatti, la banca pretendeva, con decreto ingiuntivo, un pagamento di circa 90mila euro dagli eredi dell’ originario debitore (noto imprenditore del Pratese) ormai defunto. Gli eredi, difesi dall’ avvocato Nicola Stiaffini del Comitas di Livorno, si sono però opposti ritenendo di non dover pagare perché avevano accettato l’ eredità con beneficio di inventario (ossia senza accettare alcun debito) e, inoltre, hanno contestato la quantificazione delle spese e degli interessi. La Cassa di risparmio tuttavia ha insistito nel pretendere il pagamento e ha iscritto ipoteca su ben due appartamenti personali degli eredi. Il Tribunale però nello scorso dicembre ha accolto le difese degli eredi e ha dichiarato la nullità della clausola sugli interessi ultralegali e la nullità delle spese per commissioni sulle ri.ba. (rimesse bancarie). La banca, pertanto, è stata condannata a pagare in favore dei"vessati" cittadini pratesi un risarcimento di 4mila euro e le spese legali (liquidate dal giudice in circa 33mila euro). «Si tratta – afferma l’ avvocato Stiaffini – di un’ importante pronuncia perché contrasta il comportamento delle banche che, "senza la normale prudenza", tutelano i propri diritti anche in violazione di quelli dei propri clienti. Il Tribunale, infatti, ha riconosciuto e risarcito il danno patrimoniale (conseguente all’ ipoteca eccessiva ed ingiusta e all’ iscrizione alla centrale rischi della Banca d’ Italia) quale "pregiudizio alla libera disponibilità dei beni immobili e di compressione della libertà di accesso al credito". E’ noto, infatti, che quando si subisce un’ ipoteca ingiusta da una banca, nessun altro istituto di credito concede altri prestiti e da qui sorge il diritto al risarcimento riconosciuto dal Tribunale». L’ avvocato Stiaffini riferisce che «è necessario verificare sempre ogni somma richiesta dalle banche perché spesso esistono molti elementi con cui contestare le richieste di pagamento. Ogni atteggiamento passivo del cliente è errato: come dimostra questa sentenza, in caso di mancato accordo stragiudiziale, giustizia può essere sempre chiesta ed ottenuta insieme al Comitas (che è l’ associazione promossa da Codacons che tutela le micro piccole-medie imprese contro banche, assicurazioni e fisco, ndr). E’ infatti possibile verificare eventuali errori delle banche mediante l’ analisi dei conti correnti».
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