Cipaf, indaga anche la Corte dei conti
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fonte:
- Messaggero Veneto
GEMONA. Non solo un’ indagine penale. L’ inchiesta che da ormai tre mesi sta interessando il Consorzio per lo sviluppo dell’ Alto Friuli, Cipaf, ha anche un "fronte contabile". La Procura della Corte dei conti infatti sta indagando sull’ iter che ha portato alla realizzazione del depuratore da 3,2 milioni. Su tavolo del Procuratore generale, Maurizio Zappatori è arrivata copia dell’ esposto presentato dal Codacons in cui si segnalano diverse anomalie nell’ iter che ha portato alla realizzazione di un impianto di depurazione da 3,2 milioni di euro, definito inutile e pure non capace di funzionare non solo dall’ associazione dei consumatori, ma anche, ormai, dopo la serie di verifiche fatte in questi mesi, da carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Udine e della Procura della Repubblica di Tolmezzo. E ora, dunque, c’ è anche un filone contabile con la Procura generale che ha aperto un’ istruttoria per cercare di capire che se dietro quell’ oneroso appalto, affidato dal Cipaf allo studio Inarco di Udine, chiamato ad occuparsi non solo della progettazione, ma anche di seguire i cantieri, ci sia un percorso sbagliato da parte dei sette ex componenti del consiglio di amministrazione del Cipaf. In poche parole la Procura vuole verificare se ci sia stato danno all’ erario essendo il consorzio pubblico, e soprattutto essendo i finanziamenti destinati alla realizzazione del nuovo impianto, interamente di provenienza pubblica. Altre nubi quindi sugli ex componenti del cda. Risultano infatti già indagati per l’ ipotesi di reato di abuso d’ ufficio l’ ex presidente Vergilio Burello, il suo vice, e attuale assessore provinciale, Adriano Piuzzi, nonchè i consiglieri Nereo Tassotti, Pierangelo Scaiola, Ilio Di Poi, Mario Ursella e Andrea Brollo. Per loro il procuratore di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore aveva in un primo momento chiesto al Gip la misura cautelare dell’ interdizione per due mesi da quella carica, provvedimento poi resosi inutile per le dimissioni del cda nell’ assemblea dello scorso 16 febbraio e la successiva nomina del nuovo cda con Ivano Benvenuti alla presidenza. Proprio Benvenuti domani incontrerà il procuratore Buonocore, che sta attendendo dal Gip di Tolmezzo, Lorenzo Massarelli le decisioni in merito ai risultati dell’ indagine. Possibile anche il sequestro del depuratore in corso di realizzazione e anche di quello funzionante, ritenuto dagli inquirenti incapace di depurare le acque dell’ area industriale, che finirebbero così, secondo la Procura, con tutti i loro veleni direttamente nel Tagliamento. Ricordiamo che nell’ ambito dell’ inchiesta risultano indagati pure l’ ex presidente della Provincia Marzio Strassoldo, gli industriali Giovanni Fantoni e Andrea Pittini, nonchè i progettisti del nuovo depuratore Giulio Gentilli e Gianni De Cecco. ( a.s. )
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