Eternit, il giudice dice sì a quasi tutte le parti civili
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fonte:
- La Stampa
TORINO Primo punto a favore delle parti civili. Hanno ottenuto sostanzialmente quasi tutto quello che avevano chiesto, tranne poche eccezioni. Mentre il nutrito stuolo di patroni di parte civile allargava il sorriso a mano a mano che il presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore procedeva nella lettura, ininterrotta per 2 ore e 25 minuti, del suo primo provvedimento nel processo Eternit, il pool di difensori incassava la sconfitta quasi totale del set di inizio incentrato sull’ ammissione delle parti civili e sulla chiamata in giudizio dei responsabili civili. Prima di tutto il tribunale ha sgombrato il campo dall’ ombra di incostituzionalità che i difensori degli imputati Louis De Cartier e Stephan Schmidheiny avevano gettato sul processo, sostenendo che più di seimila parti civili compromettono un andamento celere del dibattimento. I giudici ritengono che questo rischio può benissimo essere «contrastato con sistemi di gestione dell’ udienza che evitino il rallentamento». E fino a ora, il dottor Casalbore ha ben dimostrato di non avere nessuna intenzione di concedere la melina. Bocciata, poi, su quasi tutta la linea la richiesta di esclusione del maggior numero di parti civili. Nulla da dire sull’ ammissione degli ex lavoratori malati o morti e loro eredi, dei cittadini malati o morti e loro eredi. Così pure i legali degli imputati non avevano sollevato problemi per Comune di Casale, Provincia e Regione. Ma sul resto avevano dato possenti colpi di spazzola. Invece hanno ottenuto soltanto di spazzar via poche briciole. Il tribunale, in sostanza, non ha ammesso alcune associazioni (tra cui, ad esempio, Codacons e neppure Associazione Monferrato Oltre il Mesotelioma, quest’ ultima perché, al momento, ha un’ attività che si limita al bando di una borsa di studio per la ricerca sul mesotelioma). Sì, invece, a molte altre associazioni, tra cui Famigliari Vittime di Amianto, «che trae la propria ragione di essere proprio dalla tutela dei cittadini esposti all’ amianto»; Wwf; Legambiente e altre. Sì ai Comuni intorno a Casale. Sì alle organizzazioni sindacali a ogni livello: massima soddisfazione espressa da Bruno Pesce e da Luigi Ferrando. Sì ai cittadini preoccupati di ammalarsi, ovvero quelli che lamentano un «danno esistenziale»: come aveva detto l’ avvocato Sergio Bonetto, non si potevano estromettere prima di entrare nel merito delle accuse. Sì anche a quanti si sono costituiti ora benché avessero firmato una transazione liberatoria nel ‘ 93, quando c’ era stato il processo a Casale per omicidio colposo e lesioni colpose. Come ha detto l’ avvocato Roberto Nosenzo: «Sono due tipi di accuse diverse; chi aveva firmato 17 anni fa poteva averlo fatto sulla base di un reato colposo, ovvero dovuto a negligenza; ma qui si tratta di accuse dolose, quindi la richiesta di risarcimento muove da una matrice ben diversa». Accolta, invece, la richiesta di esclusione della presidenza del Consiglio dei Ministri e della Comunità europea che erano state chiamate in giudizio come responsabili civili. Restano, invece, al processo come responsabili civili le sei società legate agli imputati. Chiusa questa pagina, se n’ è subito aperta un’ altra: quella riguardante le eccezioni preliminari. La difesa chiede che venga dichiarato nullo il capo di imputazione a carico del belga e dello svizzero. Tra i motivi: la mancata traduzione dall’ inglese, francese, tedesco, spagnolo e fiammingo di alcuni documenti delle società acquisiti agli atti e il «notevole margine di indeterminatezza dello stesso capo d’ accusa» in cui è evidenziato un periodo molto largo, dal 1952 («Schmidheiny aveva quattro anni!», «De Cartier è entrato solo nel 1971») ai giorni nostri, essendo stato contestato il disastro doloso permanente. Prosecuzione e repliche lunedì prossimo e decisione del collegio su questo punto tra quindici giorni.
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