26 Febbraio 2010

Sequestrati gli occhiali di Avatar in 3D

 
A carignano i guerrieri blu di James Cameron hanno dovuto affrontare le Fiamme Gialle di Genova. Lo scontro però, seppur incruento, non è stato virtuale come nella pellicola campione d´incassi. Infatti, a causa della mancanza del foglietto delle avvertenze, i finanzieri nei giorni scorsi hanno sequestrato 400 paia di occhiali per la visione 3D di Avatar, il film di animazione tra i più visti degli ultimi anni. E´ successo al cinema Corallo. I controlli dei militari della Compagnia di Pronto Impiego comandata dal capitano Peppino Abruzzese sono partiti, a Genova come in tutta Italia, in seguito agli esposti del Codacons (coordinamento delle associazioni di consumatori) in merito ad eventuali irregolarità igienico amministrative. «Questi occhiali da 3D non sembra abbiano il marchio Ce – sosteneva nei giorni scorsi Carlo Rienzi, presidente del Codacons – e tantissimi spettatori ci hanno segnalato di avere avvertito stanchezza agli occhi e nausea». A Genova nessuna segnalazione riguardo ad eventuali malesseri. I problemi per la sala di Carignano sono derivati, invece, dal mancato rispetto di alcuni articoli del testo unico sul codice dei consumatori del 2005. Norme che obbligano l´esercente a fornire allo spettatore una serie di informazioni riguardanti l´origine e il produttore degli occhiali, i materiali impiegati, e ancora le eventuali complicazioni sanitarie che possono derivare da un utilizzo prolungato, oppure dal servirsene all´aperto. Al Corallo non sono invece state rilevate irregolarità sul fronte igienico. La legge consente due strade: occhiali monouso, oppure utilizzo di macchinari o prodotti anti batterici. Precauzioni necessarie al fine di evitare la trasmissione, ad esempio, di patologie come le congiuntiviti. Il Corallo è l´unico cinema di Genova in cui gli spettatori hanno a disposizione occhiali dotati di tecnologia bluetooth del costo di 50 euro l´uno fabbricati in Usa. La mancanza dei foglietti per le avvertenze ha però costretto i finanzieri a sequestrarli tutti e consegnarli, come prevede la normativa, alla Camera di Commercio. Sono stati restituiti quando i gestori hanno affisso all´interno del cinema i manifestini con i dati relativi al prodotto e le avvertenze. «Per fortuna la Camera di Commercio – spiega il gestore del cinema Alessandro Giacobbe – ci ha consentito di pagare la multa da mille euro e di sbloccare in tempi brevi i 400 occhiali evitando così di interrompere la programmazione. Certo mi sembra un´assurdità, è come se al ristorante pretendessi di sapere dove hanno fabbricato le posate. Credo che tutto sia dipeso dal desiderio di pubblicità del Codacons. Noi comunque disinfettiamo con una macchina gli occhiali dopo ogni utilizzo e in più consegniamo agli spettatori una salvietta disinfettante».
 
 

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