Pm10, sullo stop del 28 la decisione è rinviata
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fonte:
- Giornale di Brescia
Blocco del traffico rimandato a giudizio. Se cioè gli ottanta Comuni riunitisi ieri mattina a Milano per discutere del «dossier inquinamento» hanno scelto di spegnere i motori in contemporanea domenica 28 febbraio, Brescia rimane alla finestra ancora per qualche giorno. Il verdetto di Palazzo Loggia arriverà lunedì dopo la riunione di Giunta, dove all’ ordine del giorno non solo si licenzierà (o boccerà) il nodo blocco, ma si approfondirà nei dettagli tutto il capitolo inquinamento. Perché è vero che lo stop alla circolazione delle auto è «un momento educativo per fare comprendere a tutti i cittadini la serietà del problema», ma è altrettanto vero che si tratta di una scelta che «crea forti disagi senza d’ altra parte risolvere il problema». Un progetto responsabile A chiarirlo è il sindaco della città, Adriano Paroli, che sottolinea come l’ Amministrazione stia riservando «grande attenzione ed energie alla questione smog», ma con un piglio più lungimirante. «Stiamo lavorando su alcune misure innovative proiettate però sul lungo termine, ma soprattutto stiamo lavorando con responsabilità e serietà oltre che con la dovuta preoccupazione» chiarisce in prima battuta. Poi, un esempio concreto: «Inizieremo ad essere più drastici con i veicoli inquinanti verso i quali ci sarà d’ ora in poi maggiore severità» sottolinea il primo cittadino, che pure coglie l’ occasione per ricordare come i picchi di polveri sottili registrati in città siano «strettamente legati alle condizioni atmosferiche, tanto che in questi giorni di pioggia i valori sono scesi in modo vertiginoso». E precisa: «Certo non possiamo affidarci solo alla pioggia, ma proprio per questo stiamo ragionando su un piano territoriale strategico e che sappia offrire risultati anche per il futuro». Dati alla mano Sfogliando il bollettino giornaliero sulla qualità dell’ aria elaborato dall’ Arpa, i dati di giovedì 18 raccontano infatti di qualche miglioramento, anche se a fronte di un limite stabilito in 50 microgrammi per metro cubo, le concentrazioni di Pm10 rimangono «fuori legge»: 79 in Broletto (a fronte del 110 di mercoledì), 53 al Villaggio Sereno, 57 a Darfo. Per Sarezzo, Rezzato e Odolo, invece, tutto nella norma. E’ proprio sulla scia dei dati che il sindaco Paroli risponde anche alle opposizioni: «Guardando ai picchi raggiunti dalle polveri sottili negli anni passati, come pure ai diversi Comuni del Bresciano in cui questi si riconfermano, si evince chiaramente che il problema non sono le Ztl, ma che si tratta di un nodo più ampio. Per questo siamo in contatto con Torino e Milano, per cercare un fronte comune d’ intervento». Quindi, l’ appunto finale: «Del resto non abbiamo ricevuto un’ eredità consolidata di lotta alle polveri fini dalla vecchia Giunta, un problema che, ribadisco, stiamo cercando di affrontare con responsabilità. La stessa che auspico arrivi anche da parte delle minoranze». Il Codacons pronto a denunciare «Il blocco del traffico del 28 – conclude il numero uno di Palazzo Loggia – può essere un segnale collettivo importante, ma deve essere chiaro che non si tratta di un provvedimento risolutivo». Nel frattempo, dal Codacons arriva un ultimatum: «Al blocco – incalza il presidente Marco Donzelli – devono aderire tutte le città che hanno esaurito il bonus dei 35 giorni concesso dall’ Unione europea e non solo gli 80 Comuni» del vertice. Altrimenti scatterà la denuncia. «Il blocco del traffico – si legge nella nota – non è a discrezione del sindaco ma un dovere previsto dalla legge. Per questo l’ associazione, come ha già fatto per Milano e Firenze, è pronta a denunciare i sindaci che non fermeranno le auto nonostante i superamenti».
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