Il Carspac2-Codacons si prepara ad affrontare il processo
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fonte:
- La Nuova Ferrara
ARGENTA. Il Carspac2-Codacons si prepara ad affrontare il processo per il "crac Coopcostruttori" che si aprirà tra poco più di un mese, esattamente il 29 marzo. E chiamerà tutti i soci a raccolta oggi stesso, nel corso di un’ assemblea pubblica alla Sala Giardino (ore 20.30). Sarà un appuntamento importantissimo per decidere le future strategie giudiziarie del Comitato come anticipano i due portavoce Massimo Cricca e Giovanni Bigoni. Qual è la vostra posizione, alla luce degli sviluppi dell’ udienza preliminare, con il rinvio a giudizio solo dei massimi dirigenti e delle società di revisione, e il proscioglimento dei dirigenti LegaCoop? «La nostra posizione è la ricerca della verità, della responsabilità gestionale e di chi doveva controllare che dovranno risultare dal processo penale contro le tre società di revisione e contro gli amministratori e eventualmente anche Lega Coop. Noi restiamo parte attiva nel processo contro le società di revisione e non è detto che LegaCoop non venga tirata in ballo con prove piu concrete». Ma dopo l’ uscita di LegaCoop dal processo penale non è venuto meno il rivale politico-economico che avevate individuato come corresponsabile del crac? Una posizione netta la vostra, tanto che aveva poi determinato la spaccatura tra Carspac1 e Carspac 2. Oggi state pensando, ad una serie di iniziative giudiziarie parallele: cause civili e richieste di sequestro dei beni degli imputati: potete spiegare quali saranno queste iniziative? «LegaCoop è stata assolta nel processo penale per non aver commesso il fatto penalmente perseguibile (concorso in bancarotta, ndr), ma nel processo penale potrebbero risultare le sue responsabilità per non aver ottemperato alle sue funzioni di controllo, nel quel caso chiederemo i danni in sede civile. Dopo l’ uscita dei presidenti di LegaCoop dal processo, c’ è stata un po’ di amarezza perché non c’ è l’ aspettavamo: ma vorremmo ribadire che l’ esclusione dal penale non comporta una non colpevolezza in sede civile: noi lo speriamo, altrimenti sarebbe proprio il colmo». Al momento, come aveva già anticipato da tempo il vostro legale, che rappresenta quasi 500 di voi soci Carspac-Codacons, l’ avvocato Bruno Barbieri ipotizzerebbe anche nuovi ruoli di responsabili civili. E’ così? «Sì, è così: il nostro legale, dopo gli accertamenti in Banca d’ Italia, sta pensando di chiamare come responsabile in sede civile il Ministero delle attività produttive che aveva la responsabilità per le emissioni delle A.P.C. (le azioni a partecipazione cooperativa, ndr). E’ una ipotesi su cui spingeremo, perché era il Ministero il responsabile del controllo delle A.P.C., controlli che non sono mai avvenuti». Fin qui gli aspetti tecnico-giudiziari della vicenda Costruttori: qual è invece la vostra posizione politica ad oggi? Qual è il vostro atteggiamento rispetto le azioni di solidarietà di LegaCoop (che vi sono state negate, dopo la citazione di responsabilità che avete presentato contro LegaCoop) e come vi ponete davanti al Partito Democratico, e anche agli sforzi che sta facendo a supporto degli ex soci truffati dal crac? «Lega Coop ha negato a noi soci Carspac-Codacons il diritto di chiedere i danni ricevuti, e ha usato un atteggiamento discriminatorio nei nostri confronti negando loro la solidarietà (ricordiamo che è aperta un’ inchiesta della procura contro LegaCoop, per questi atteggiamenti discriminati, ndr). Inoltre il Partito democratico anziché abbracciare solo le tesi del Carspac1 avrebbe dovuto fare opere di mediazione con LegaCoop affinchè le solidarietà non fosse discriminatoria e dare una mano anche a noi, ex soci "cattivi". Noi riteniamo che Lega Coop si sia comportata come un dittatore anche se tanti soci non sono stati al ricatto (pubblicato sul vostro quotidiano) e sono andati avanti. E’ mancato il ruolo del partito, dei politici del Pd che avrebbero dovuto interloquire tra le parti, invece hanno accettato la spaccatura anche perché tra loro nessuno ci ha rimesso un solo centesimo in Costruttori. Così facendo e comportandosi hanno perso credibilità politica nel 90% dei giovani coinvolti nel crac Costruttori. E anche Lega Coop ha contribuito a questa perdita di ideologia in questo territorio». Le proposte giudiziarie che avete presentato ai soci Carspac-Codacons sono in netta contrapposizione a quelle del Carspac 1, che ha linee più morbide, di mediazione politica con Lega e politici: non sarebbe opportuno e soprattutto utile trovare almeno punti di incontro tra questi due comitati, nati dalla frattura dello stesso Casrpac? Non si rischia agli occhi della gente che questa sia ancora una volta una guerra tra poveri, a vantaggio di chi vi ha davvero impoveriti? «Il Carspac2-Codacons ha sempre cercato un punto d’ incontro con gli amici del Carspac1, specialmente nella costituzione di parte civile contro le 3 società di revisione e gli amministratori, ma ci è sembrato che abbiano sempre rifiutato un contatto. Abbiamo cercato l’ intesa con gli altri soci facendo proposte interessanti, a nostro parere, purtroppo tutte respinte, loro invece non fecero nessuna controproposta. La differenza politica tra i due comitati è che noi vogliamo anzitutto giustizia e verità contro chi ci ha truffato. Cellini e il Carspac 1 ha l’ obiettivo politico di accompagnare i soci ad accettare la soluzione proposta da LegaCoop che non è né dignitosa (oggi 50% prestito, 42% Apc) nè il massimo possibile, come afferma lo stesso Montanari del PD. Ricordiamo che le Cooperative sono veri e propri collettori di soldi attraverso il prestito sociale (Coop Adriatica 1,9 Miliardi di prestito sociale,Coop Estense 900 milioni) e che quindi dovrebbero garantire il prestito attraverso un fondo di garanzia gestito da un terzo soggetto. Non è dignitoso che quando succede un crac come quello della Costruttori a rimetterci di più debbano essere i soci che hanno dato risorse alla Cooperazione per svilupparsi».
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