Eternit e amianto, processo infinito Ora le parti civili sono più di 6mila
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TORINO 16/02/2010 – Sono 6.392 le richieste di costituzio-ne di parte civile depositate al maxipro-cesso sulle vittime Eternit. Lo ha riferito ieri mattina in aula il giudice, Giuseppe Casalbore, in apertura della terza udienza. Lo stesso giudice ha annuncia-to che avrà bisogno di almeno due settimane di tempo per poter prendere una decisione relativamente a quelle richieste. Per questo motivo è stata an-nullata l’ udienza in programma il 22 febbraio. Si tornerà in aula il 1° marzo. Le 6.392 richieste di costituzione di parte civile sono quelle presentate dalle persone fisiche, dagli enti, dalle asso-ciazioni e dai comitati. Più di seimila richieste che, nel caso in cui venissero tutte accolte, renderebbero questo pro-cesso inevitabilmente lento, complesso e articolato. Ecco perché, nel corso del-la penultima udienza, uno degli avvo-cati difensori, il professore Astolfo Di Amato, aveva proposto una questione di legittimità costituzionale delle nor-me del codice che permettono la costi-tuzione delle parti civili ma ostacolano – è questa la tesi della difesa – la velocità e la semplicità del processo: una que-stione, questa, già respinta in fase di udienza preliminare. Troppe richieste, insomma, avanzate sin qui. Troppe ri-chieste che, se accolte, rischierebbero di far morire un processo non ancora nato. Tra le possibili parti civili contro le quali si sono scagliati i difensori dei due imputati, figurano anche l’ Inps e l’ Inail. Dell’ Inps ha chiesto l’ esclusione l’ avvo- cato Cesare Zaccone, mentre l’ Inail vor-rebbe il rimborso dei 246 milioni eroga-ti a 1.648 persone: ma secondo le difese, l’ istituto non può esercitare il suo "di-ritto di regresso" in questa sede. L’ Istitu-to nazionale della previdenza sociale lamenta i danni patiti per le pensioni erogate alle vittime dell’ amianto, ma già nel corso dell’ udienza preliminare davanti al gup Cristina Palmesino le difese dei due imputati si erano opposti alla sua presenza nel processo in svolgi-mento a Torino. Il gup, tuttavia, aveva ammesso l’ Inail. Tra le parti civili di cui è stata chiesta l’ esclusione, figurano anche l’ associa-zione dei lavoratori bolognesi esposti all’ amianto, l’ associazione degli espo-sti all’ amianto del Friuli Venezia Giu-lia, associazioni di protezione degli ani-mali, il Codacons, Legambiente, Verdi Ambiente e Società, Osservatorio na-zionale amianto. L’ ordinanza del giudi-ce Giuseppe Casalbore verrà letta in aula il prossimo 1° marzo. La causa in svolgimento a Torino riguar-da i morti e le malattie provocate dall’ amianto lavorato in quattro stabili-menti italiani della multinazionale svizzera: gli imputati sono il magnate elvetico Stephan Schmidheiny e il ba-rone belga Louis De Cartier e rispondo-no di disastro doloso.
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