“Le banche siano trasparenti”
MILANO – M AGGIORE concorrenza e trasparenza sui conti correnti a cominciare dalle commissioni (troppo salate) su chi va in rosso e un’ informazione corretta sui rischi che le famiglie corrono sottoscrivendo oggi mutui a tasso variabile. E più attenzione ai possibili sospetti di riciclaggio sul rientro dei capitali con lo scudo fiscale e alla concessione del credito alle piccole imprese. Dal palco del Forex di Napoli il governatore della Banca d’ Italia, Mario Draghi, non ha lesinato i rilievi anche alle banche italiane. Che sono in condizioni migliori di quelle del resto d’ Europa («nessuna ha problemi di provvista») ma possono fare di più. E se non lo fanno, bisogna obbligarle per legge. LA STRIGLIATA più forte ha riguardato le commissioni sugli affidamenti e gli scoperti di conto corrente. Dopo la legge (2 gennaio 2009) che aveva vietato la commissione di massimo scoperto sui conti in rosso senza fido e disciplinato le commissioni per quelli con fido la situazione per i correntisti non è migliorata. Anzi, in base a un’ indagine di Bankitalia su 500 istituti in circa un terzo dei casi i costi sono aumentati. Del resto, a denunciare la fantasia delle banche nell’ inventarsi nuove voci per aggirare la legge erano già stati l’ Antitrust e i consumatori con il Codacons che ha già preannunciato una class action. Ma il problema, ha avvertito Draghi, è rappresentato anche dal fatto che la varietà delle nuove commissioni rende difficile per i clienti confrontare le diverse offerte. Occorre quindi che la struttura venga drasticamente semplificata e quindi un nuovo intervento legislativo. Per questo «inoltreremo nei prossimi giorni al governo una proposta organica di disciplina che porti a oneri espressi con chiarezza perché tutti i clienti possano fare un confronto fra le diverse banche e la concorrenza possa operare senza l’ impedimento dell’ opacità». Alla strigliata di Draghi ha risposto subito il presidente dell’ Abi, Corrado Faissola, dicendosi d’ accordo sulla normativa della semplificazione ma sollevando dubbi che questo possa avvenire attraverso una legge che potrebbe determinare ulteriori distorsioni al mercato. Secondo Faissola, invece, gli strumenti devono essere «l’ autoregolamentazione confortata dall’ Antitrust, interventi in materia di trasparenza che la Bankitalia già ha adottato, quindi strumenti regolamentari». Oltre al fronte commissioni, Draghi ha richiamato le banche sul fatto che «gli utili conseguiti devono essere prioritariamente impiegati nel rafforzamento patrimoniale» anche se i nostri istituti di credito sono «ben attrezzati per fronteggiare lo scenario internazionale» nonostante la redditività sia peggiorata e gli utili dimezzati. Su bonus e retribuzioni, invece, le banche devono mettersi in linea con le nuove regole già dalle prossime assemblee. I RICHIAMI del governatore hanno riguardato anche una maggiore attenzione al riciclaggio, in occasione dei rientri di capitale con lo scudo fiscale, e le condizioni del credito alle piccole e medie imprese, tuttora stringenti, che frenano la ripresa. Infine, per i mutui e i prestiti (aumentati del 3% contro il meno 3% dei finanziamenti alle imprese) le famiglie devono essere messe in guardia dai rischi che corrono scegliendo il tasso variabile.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
