9 Febbraio 2010

Polemiche su “Paranormal Activity”

Probabilmente bisognava aspettarselo, dopo il clamoroso successo americano certificato dagli oltre 110 milioni di dollari d’incasso, ma il ciclone «Paranormal activity» – distribuito in Italia dalla Filmauro di Aurelio De Laurentiis – ha travolto il mercato cinematografico nostrano in maniera ancora più violenta rispetto alle previsioni. Dal punto di vista degli incassi, infatti, il piccolo horror «fatto in casa» dall’esordiente Oren Peli con soli 15mila dollari di budget è riuscito a insidiare, nel weekend di uscita, addirittura il poderoso «Avatar», posizionandosi al secondo posto con 3.668.518 euro incassati in 411 sale, contro i 5.687.902 in 675 sale, per una media persino superiore rispetto a quella del kolossal di Cameron: 8.926 euro a sala contro 8.427. Ma «Paranormal activity» sta facendo rumore in Italia soprattutto per un altro motivo: le forti polemiche per il mancato divieto ai minori di 18 o 14 anni, richiesto da più parti dopo i primi giorni di proiezione e i numerosi episodi di svenimenti e malesseri verificatisi tra il pubblico più giovane, particolarmente esposto alle forti emozioni del film che, grazie allo stile «finto-documentaristico», fa sembrare più reale ciò che narra. Sarebbero decine, infatti, le richieste di intervento pervenute al 118 per attacchi di panico tra gli spettatori, proprio come ai tempi de «L’esorcista», nel 1973, quando le ambulanze stazionavano regolarmente fuori dalle sale cinematografiche. «Il caso più grave», fanno sapere dalla sede napoletana del 118, bombardato di richieste di intervento, «riguarda una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale sabato notte. Si sono verificati diversi episodi di attacchi di panico, durati più di mezz’ora, cosa insolita in questi casi». In molti, da Alessandra Mussolini, in qualità di presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, al Moige e il Codacons, hanno chiesto l’intervento del ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi: «Non credo che si possa più vietare il film, ma vanno studiate forme di avvertimento, indirizzate in particolare ai genitori, affinché siano consapevoli dei rischi ai quali i figli vanno incontro». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, minaccia azioni legali «a tutela degli spettatori minorenni del film» e ricorda il precedente di «Apocalypto» di Mel Gibson, che due anni fa ebbe il divieto ai minori di 14 anni su disposizione del Tar del Lazio, proprio in seguito a un ricorso del Codacons. Il ministero della difesa Ignazio La Russa chiede il blocco degli spot in tv. Appelli che sembrano destinati a non trovare seguito, poiché dall’ottava sezione della Commissione per la revisione cinematografica del Mibac, presieduta da Fiammetta Fiammeri, fanno sapere di essersi già espressi sul film, durante la seduta del primo febbraio: e in quella sede è stato dato, a maggioranza, parere favorevole sull’uscita in sala «senza limiti per i minori». Ma la polemica è rovente e Bondi, ammettendo che il parere della commissione «è vincolante», spiega che «altra questione è quella dell’adeguatezza della normativa attuale in materia di censura cinematografica su cui ho già predisposto un’organica riforma che attende la condivisione degli altri ministeri competenti». Nello specifico del caso «Paranormal activity» Bondi, comunque, «si riserva una verifica sul film in questione e di adottare provvedimenti necessari per tutelare i bambini».

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