9 Febbraio 2010

ROCCARASO: SI APRE DOMANI A CAMPOBASSO IL PROCESSO PER LA MORTE IN CARCERE DEL SINDACO CAMILLO VALENTINI

SUL BANCO DEGLI IMPUTATI L’ISPETTORE DELLO SCO DELL’AQUILA MASSIMILIANO MANCINI

Si aprirà domani dinanzi al Tribunale penale di Campobasso il processo per la morte del sindaco di Roccaraso Camillo Valentini, morto suicida nel carcere di Sulmona. Sul banco degli imputati l’ispettore dello Sco dell’Aquila Massimiliano Mancini, sul quale pende il seguente capo di imputazione:

D) reato p. e p. dagli artt. 81-323 c.p. perché, in riferimento al proc. nr. 316/04 mod, 21 (poi nr. 443104 R.G. GIP), dopo che il P.M. di Sulmona dr.ssa LEACCHE aveva affidato le indagini alla Squadra Mobile, esso MANCINI, nella sua qualità di Ispettore di P.S. addetto alla Squadra Mobile di L’Aquila, espletava attività investigative connotate da un notevole grado di iniziativa, indirizzandole in malafede in odio al Sindaco di Roccaraso, Camillo VALENTINI, rivelando un anomalo intendimento di "persecuzione" inquisitoria ed assoluta mancanza di serenità ed imparzialità in quanto esso Isp. MANCINI era mosso da risentimenti personali e da spirito dì rivalsa, giacché sua madre, BUCCI Onelia, era inquilina in lite in un immobile appartenente al nonno del Sindaco VALENTINI; giacché la famiglia VALENTINI aveva attivato un procedimento di sfratto contro la predetta BUCCI; giacché la BUCCI era divenuta affittuaria di locali destinati a negozio dì abbigliamento, ma appartenenti al Comune di Roccaraso di cui era sindaca il VALENTINI; giacché il Sindaco VALENTINI si era attivato contro la BUCCI per recuperare svariati canoni di locazione; così esso MANCINI abusava delle sue funzioni, operando in violazione di norme dì legge, omettendo di astenersi dallo espletamento delle indagini, omettendo, fra l’altro, di espletare indagini anche a favore degli inquisiti (artt. 326 e 358 c.p.p.), così cooperando al fine di arrecare al Sindaco VALENTINI un danno ingiusto…Condotta del Mancini consistita, in particolare, nel riferire, contrariamente al vero, nell’informativa dallo stesso redatta, in data 16.11.2001, funzionale anche all’ottenimento di autorizzazione ad intercettazioni di comunicazioni, che sussistevano indizi di reità con riferimento alla partecipazione a progetti delittuosi e ad un sodalizio criminale anche a carico di soggetti legati ai Valentini da vincoli di parentela o frequentazione…”

Come si ricorderà, sempre per la vicenda della morte del sindaco Valentini, nelle scorse settimane i Presidenti Codacons Carlo Rienzi e Giuseppe Ursini erano stati prosciolti dall’accusa di aver calunniato i giudici Giovanni Melogli, Maria Teresa Leacche, Aura Scarsella e Luigi D’Orazio, nonché Michele Ramundo ed Elena Celidonio, accusandoli di:
“strumentalizzando il ruolo del CODACONS (associazione privata per la difesa dell’ambiente e dei consumatori di cui gli imputati sono rispettivamente presidente e vice presidente), indirizzavano e facevano comunque pervenire al Procuratore della Repubblica di Campobasso e ad una serie di alte Autorità, quali il Consiglio Superiore della Magistratura, il Procuratore Generale presso la Corte di cassazione, il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno (ad es. la denuncia-querela del 20.08.2005), il Procuratore Generale di L’Aquila, esposti ed atti in cui pur sapendoli innocenti accusavano … LEACCHE Maria e D’ORAZIO Luigi ….. e MANCINI Massimiliano, ispettore di P.S. in L’Aquila di aver commesso una serie di fatti-reati qualificabili come omissione di atti di ufficio ed abuso d’ufficio; con le aggravanti per essi RIENZI ed URSINI della commissione dei fatti-reato ai danni di pubblici ufficiali e della diffamazione mediante fatti determinati ….”

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