Banche: moratoria su mutui
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fonte:
- Il Mattino
Primo giorno, ieri, per la moratoria sui mutui delle famiglie in difficoltà, che, secondo le stime dell’Abi, dovrebbe coinvolgere dai 110mila ai 130mila nuclei familiari, per un valore complessivo di 8 miliardi di euro. La moratoria, che fa seguito a quella analoga già lanciata la scorsa estate per i debiti delle piccole e medie imprese, riprende e rende organiche iniziative intraprese da singole banche e lo fa sulla base di un accordo siglato a dicembre dall’Abi e da 13 associazioni dei consumatori. Un accordo a cui hanno aderito già 187 istituti di credito – anche negli ultimi giorni di gennaio – che rappresentano buona parte del sistema bancario italiano. L’intesa quadro riguarda le famiglie che tra il 2009 e il 2010 hanno subito (o subiranno) un evento di particolare rilevanza negativa: la perdita del posto di lavoro o l’ingresso in cassa integrazione, ma anche la morte o l’insorgere di una condizione di invalidità. Da ieri e fino al 31 gennaio 2011, i nuclei così colpiti possono presentare la domanda allo sportello della propria banca e, in caso di parere favorevole, ottenere la sospensione della rata entro 45 giorni e per almeno 12 mesi. L’accordo prevede dei paletti per l’accoglimento della domanda: un importo massimo di 150 mila euro del mutuo destinato all’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e un reddito dell’intestatario del prestito, la persona che deve essere stata colpita dall’evento sfavorevole, di massimo 40mila euro annui. Può inoltre aderire alla moratoria chi è in ritardo nei pagamenti per un per un periodo limite di 180 giorni. Questi i punti principali dell’accordo base. In molti casi, però, le banche hanno ampliato e migliorato i termini dell’intesa. È il caso della Popolare di Vicenza o del Creval, che hanno allentato i paletti in tema di reddito e importo per allargare la platea dei beneficiari a più soggetti possibili. Ci sono poi istituti che avevano anticipato nelle linee essenziali il contenuto del patto Abi-consumatori. La moratoria concessa dal Monte dei Paschi di Siena, chiamata «Combatti la crisi», è partita esattamente un anno fa, nel febbraio 2009, e ha coinvolto anche le altre banche del gruppo, Antonveneta e Biverbanca: in dodici mesi Mps ha sospeso 10mila mutui per circa un miliardo di euro. Dalle associazioni dei consumatori che non hanno siglato l’intesa già si levano però le prime voci critiche. Il Codacons considera «sballata» la stima diffusa dall’Abi sul numero di famiglie interessate dalla moratoria sui mutui, «che non solo non saranno le 530mila già in difficoltà con il pagamento delle rate – attacca l’associazione – ma nemmeno le 130mila stimate». Il Codacons consiglia ai clienti delle banche di «aderire solo se in grave difficoltà con il pagamento». «Va accertata – spiega ancora l’associazione – la modalità di restituzione degli interessi non pagati, ossia la durata dei pagamenti, lasciata purtroppo alla discrezionalità di ogni singola banca». Ci va giù duro anche l’Adusbef, secondo cui la moratoria La moratoria sui mutui è «un affare per le banche» e comporta oneri accessori per le famiglie «fino a 8.524 euro». «Più è lontana la conclusione dei pagamenti – precisa l’Adusbef – più interessi maturerà la rata spostata alla fine». Promette attenzione sulla corretta applicazione dell’accordo da parte delle banche anche l’Adoc, una delle 13 associazioni firmatarie, che annuncia l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio
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