Class action Strumento utile
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fonte:
- La Città di Salerno
Una delle principali novitá che hanno aperto l’ anno è stata l’ introduzione nel nostro Ordinamento della class action, l’ azione collettiva che può essere promossa dai consumatori principalmente con la mediazione di associazioni di tutela. Il Codacons non è rimasto a guardare. Giá alle prime luci del 2010 l’ associazione utilizzava lo strumento di tutela contro i colossi bancari che hanno praticato la commissione di massimo scoperto nonché nei confronti della Voden Medical Instrument. La class action apre nuove frontiere di tutela. Essa è il grimaldello per proteggere i diritti di una pluralitá di consumatori nei contratti di massa, nelle vendite di un prodotto difettoso, nelle pratiche commerciali scorrette o nei comportamenti anticoncorrenziali. L’ elemento chiave che ha consentito alle class actions di divenire molto popolari negli Stati Uniti è il denominato “triple damage”, ossia il danno punitivo. Le Corti americane possono condannare un’ azienda non solo al risarcimento del danno effettivamente provocato ma anche a somme molto superiori, soprattutto per disincentivare il ripetersi in futuro di pratiche scorrette. Il raggio d’ azione della class action è comunque molto ampio. Essa non si inserisce solo nel rapporto tra consumatore e impresa. Col nuovo anno un fronte si apre anche riguardo alle pubbliche amministrazioni. Sará infatti possibile intentare l’ azione collettiva anche nei confronti degli enti pubblici. Tuttavia questo tipo di causa collettiva non può condurre in nessun caso a risarcimenti per chi è vittima di un disservizio. L’ utente vessato dalla pubblica amministrazione potrebbe utilizzare questa nuova arma solo per vedere migliorato un servizio prestato al pubblico. Uno strumento che il Codacons non potrá non usare per provare a estirpare la “malapianta” della burocrazia inefficiente. Anno nuovo, pratiche politiche vecchie? * avvocato, Ufficio legale Codacons.
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Sezioni:
- Rassegna Stampa
