Sara’ il Codacons a presentare la prima class action italiana
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 1 gen. – Sara’ il Codacons a presentare la prima class action italiana, che riguardera’ il settore bancario. Proprio oggi – data di entrata in vigore dell’ azione collettiva nel nostro paese – il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo.Firmatario della prima class action il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che apre cosi’ la strada a migliaia di correntisti intenzionati a far valere i propri diritti contro i due istituti di credito. L’ azione del Codacons poggia sulle rilevazioni dell’ Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’ eliminazione della Commissione di massimo scoperto introducendo nuove e piu’ costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte piu’ care rispetto al massimo scoperto. Comportamento illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall’ Autorita’ della concorrenza e del mercato. Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane. Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’ associazione, migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessita’ di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sara’ pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca. Tutti coloro che dispongono di un conto corrente bancario presso i due istituti, possono fornire una preadesione all’ azione collettiva, compilando l’ apposito modulo che riceveranno inviando una mail a [email protected] e devono conservare gli estratti conto della loro banca come prova del danno subito. “Si tratta della prima azione collettiva in Italia sulla base del Codice del consumo – ha commentato l’ avv. Carlo Rienzi – speriamo serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente, anche se la mancanza di forti sanzioni come avviene negli USA rende questo strumento poco incisivo ed efficace”.
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