13 Gennaio 2010

Stretta sulla spesa pubblica Accordo Corte dei Conti-Gdf

Renato Brunetta mette a segno un altro giro di vite per monitorare la spesa e l’ efficienza delle pubbliche amministrazioni. Ieri, infatti, su impulso del ministro della Semplificazione e della funzione pubblica, la Corte dei Conti ha firmato un protocollo d’ intesa con la Guardia di Finanza che consentirà di stringere la vigilanza su ministeri ed enti pubblici. Le Fiamme Gialle, infatti, avranno il compito di verificare direttamente la gestione della spesa pubblica da parte delle amministrazioni pubbliche. Nel dettaglio, l’ accordo siglato ieri, presso il comando generale della Guardia di Finanza, dal presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, e il comandante generale della Guardia di Finanza, Cosimo D’ Arrigo, «consente alle sezioni di controllo della Corte dei Conti – spiega una nota congiunta – di avvalersi delle Fiamme Gialle per accertare la rispondenza della gestione delle amministrazioni pubbliche statali, regionali o degli enti locali rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge». Le Sezioni di controllo della magistratura contabile potranno inoltrare specifica richiesta al presidente che, dopo un preliminare vaglio di congruità e di fattibilità delle ispezioni e degli accertamenti diretti, provvederà a interessare la Guardia di Finanza. Con questo protocollo viene integrata la cooperazione tra le due istituzioni al fine di prevenire e contrastare la cattiva amministrazione del denaro pubblico. Resta invece ancora in alto mare la class action contro la Pa. Dopo aver accantonato il provvedimento contenuto nel decreto legislativo messo a punto da Brunetta e approvato il 17 dicembre dal consiglio dei ministri, resta da capire come e quando il governo intenda attuare l’ azione collettiva voluta dal ministro. Nell’ ultima versione del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a inizio gennaio, ha denunciato il Codacons, «è stato modificato l’ articolo 7, che prevedeva l’ immediata entrata in vigore dall’ 1 gennaio 2010 dell’ azione collettiva contro i ministeri». Nel nuovo testo, non entra in vigore alcuna iniziativa riguardo ad azioni che tendono a sanzionare il mancato rispetto degli standard qualitativi per i concessionari di sevizi pubblici. Anzi, la class action viene rinviata a futuri e incerti decreti della Presidenza del Consiglio che dovranno fissare gli standard qualitativi dei servizi da erogare al cittadino.

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