I consumatori possono appellarsi alla class action
-
fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA Ritardi, disagi, inadempimenti contrattuali, prodotti difettosi? Da ieri i consumatori, da soli o riuniti in associazioni, hanno a disposizione la class action: possono cioè depositare una richiesta collettiva di risarcimento in uno degli 11 tribunali italiani abilitati. E aspettare che altre persone nelle stesse condizioni aderiscano e aggiungano il proprio nome all’ elenco. Un’ adesione condizionata dalla caratteristica peculiare della procedura: il vaglio preliminare. Solo se il giudice ammette la domanda, infatti, gli altri consumatori possono aderire. Dopo quattro rinvii, debutta in Italia uno strumento giuridico di matrice anglosassone che trova diverse applicazioni. C’ è però un’ importante, seppur momentanea, esclusione. La class action contro Pa e concessionari di servizi pubblici, approvata dal governo a fine dicembre, diventerà operativa nel corso del 2010. Per rendere effettive le nuove norme contro le Pa, bisogna aspettare una serie di decreti che dovrebbero arrivare entro l’ anno. In nessun caso però la class action pubblica potrà sfociare in un rimborso economico agli utenti (al massimo si può ottenere il ripristino dei servizi). E sono fissate altre due condizioni: la class action pubblica potrà essere promossa solo da associazioni e solo quando saranno definiti tutti gli standard indispensabili per i servizi e sarà valutato l’ impatto sugli uffici pubblici. Ci sono poi gli esclusi tout court, cioè quelli che non potranno mai usare l’ azione collettiva di risaricimento come le vittime di vecchi crack finanziari come Cirio e Parmalat perché le norme non si applicano ai comportamenti dannosi precedenti il 16 agosto 2009. «Anche in Italia diventa finalmente operativo uno strumento di civiltà, essenziale per la tutela dei consumatori, già attivo in altri paesi sviluppati » ha commentato Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico. Ora tocca ai giudici interpretare questa norma della Finanziaria 2008 che nonostante ritocchi e rinvii mantiene qualche ambiguità. Sebbene per il settore finanziario non sia espressamente fatto divieto di usare la class action, i primi orientamenti tendono a escluderne l’ uso. Nei tribunali, non saranno attivate sezioni specializzate. Complici i problemi di organico tra i magistrati, le azioni proposte saranno affidate in base ai tradizionali criteri di competenza per materia alle sezioni già esistenti. Intanto, il Codacons ha già annunciato di aver depositato i primi ricorsi contro Unicredit e Intesa per i costi troppo alti delle commissioni sui conti correnti. N. T
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
- ECONOMIA & FINANZA
